Secondo i ricercatori del dipartimento di scienze della comunicazione del Foothill College, nella Silicon Valley, il segreto del successo risiederebbe sviluppo di quella che viene chiamata “Intelligenza emotiva“, ovvero la  capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli altrui.

Sarebbe questo il vero segreto del successo anche secondo una ricerca del Canergie Institute of Technology, che ha dimostrato come l’85% del successo economico di una persona è legato a caratteristiche che non hanno a che fare con la sua preparazione accademica, quanto piuttosto con capacità relazionali.

L’intelligenza emotiva è un mix di predisposizione naturale e di educazione che si riceve dalla famiglia”, spiega Preston Ni, docente del dipartimento di scienze della comunicazione, autore, trainer e coach per aziende come eBay, Microsoft e Visa. La buona notizia è che, a differenza del quoziente intellettivo, che resta pressoché invariato per tutta la vita, l’intelligenza emotiva può essere coltivata e rafforzata.

Per sviluppare l’IE (Emotional Intelligence) esistono infatti dei veri e propri training. Come spiega lo stesso Professor Ni, “l’importante è porsi le domande giuste. Chiedersi: Cosa posso imparare da questa esperienza? Oppure: In che modo questa può essere un’opportunità? Sono modi per sviluppare un atteggiamento ‘elastico’ nei confronti degli avvenimenti che ci succedono”.

E i vantaggi sono notevoli: avere una buona attitudine relazionale permette in primo luogo di ridurre l’ansia, migliorare l’autostima, gestire le emozioni negative e rialzarsi nei momenti difficili.

L’ansia è infatti il risultato di una condizione di insicurezza. Sintonizzarsi sui propri sentimenti permetterebbe di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e avere più controllo sulla situazione che si sta vivendo. “Identificare e valutare le proprie emozioni è il modo più efficace per poterle gestire” spiega il professor  Ni. A questo proposito, per esempio, uno studio della Yale University conferma che entrare in contatto con le proprie emozioni permette di prendere decisioni migliori nei momenti di difficoltà, cosa che, a sua volta, riduce il rischio cadere in una spirale di situazioni ansiogene.

Ma l’intelligenza emotiva è anche legata all’autostima. “È difficile sentirsi bene con se stessi, quando non ci si conosce. Quando accresciamo la nostra intelligenza emotiva, invece, contribuiamo anche a una positiva valutazione del nostro io”, prosegue Ni. Essere onesti con se stessi, infatti, permette di considerare obiettivamente i propri punti di forza, le qualità, ma anche i lati deboli e le strategie per migliorarli. L’acquisizione delle competenze del vivere sociale, che si traducono in accettazione e relazioni stabili e soddisfacenti, hanno inoltre un effetto diretto sulla percezione del sé.

Infine, l’intelligenza emotiva ha effetti benefici sulla capacità di trasformare esperienze e situazioni negative in una palestra di vita, un approccio che abbatte notevolmente le probabilità di sentirsi sconfitti da una o più situazioni.