Le ricerche concordano, i bambini e gli adolescenti che fanno una buona colazione ogni mattino sono più magri dei coetanei abituati a saltarla.

Nel 2008 sono stati pubblicati i risultati di una ricerca durata 5 anni e diretta dal dottor Maureen T. Timlin – Breakfast Eating and Weight Change in a 5-Year Prospective Analysis of Adolescents: Project EAT (Eating Among Teens) - che ha analizzato i comportamenti alimentari di 2216 adolescenti americani confrontandoli con il loro stato di forma.

Una serie di analisi incrociate ha permesso di rilevare che i consumatori abituali di un buon pasto mattutino presentano un indice di massa corporea più basso in modo largamente indipendente da altri fattori. I risultati restavano infatti costanti anche suddividendo i ragazzi in funzione dell’abitudine al fumo, alle diete dimagranti, alla pratica sportiva, al consumo d’alcolici eccetera.

Addirittura risulta una relazione inversa tra apporto calorco totale e indice di massa corporea. In pratica chi faceva la colazione ogni giorno consumava in media più calorie di chi faceva colazione solo saltuariamente o mai (Kj 8975 + 222 nelle ragazze che facevano colazione regolarmente, 8138 + 155 per quelle che la facevano in modo intermittente e 7301 + 293 per quelle che non la facevano mai, che diventavano 9632 + 234 – 9217 + 205 e 8858 + 414 per i ragazzi).

In compenso gli indici di massa corporea facevano registrare valori molto migliori tra i breakfast addicted che tra quelli che la facevano in modo saltuario o non la facevano mai (21.8 + 0.17 colazione sempre; 22.4 + 0.13 colazione saltuaria e 23.3 +  0.26 colazione mai), con incrementi dopo 5 anni in proporzione e quindi più marcati nei ragazzi che non consumano il pasto mattutino.

È risultato inoltre che chi fa colazione tende ad assumere più fibre e ad essere meno attratto da merendine grazie a un miglior controllo dell’appetito.

Uno studio neozelandese del 2007 effettuato su 3215 bambini tra i 5 e i 14 anni, conferma che saltare la colazione è associato ad un aumento del BMI e favorisce la tendenza a mangiare merendine e  snack ipercalorici e di scarso valore nutrizionale nel corso della giornata.

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