Gli omega 6 sono acidi grassi polinsaturi essenziali. Esattamente come gli Omega 3, vengono definiti ‘essenziali’ perché non possono essere sintetizzati dall’organismo e vanno dunque introdotti con la dieta. I principali acidi grassi omega 6 sono l’acido linoleico, contenuto in alimenti di origine vegetale come noci, legumi, frutta secca, cereali integrali e alcuni oli vegetali (tra cui mais, lino, girasole e canapa), e l’acido arachidonico che si trova anche negli alimenti di origine animale, come carne e tuorlo d’uovo.

Gli omega 6 sono fondamentali per la salute psico-fisica: rientrano fra i componenti delle membrane cellulari e sono quindi necessari per la corretta funzionalità di tutti i  tessuti; sono inoltre essenziali per lo sviluppo cerebrale e favoriscono la capacità di memoria, attenzione e concentrazione; apportano benefici per la pelle, contrastando acne e psoriasi; sono utili nel combattere artrite, osteoporosi, ulcera e pressione alta; hanno effetti benefici sulla resistenza insulinica, ma soprattutto svolgono un’importantissima azione preventiva nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Gli effetti ipocolesterolemizzanti degli acidi grassi polinsaturi (in particolare dell’acido linoleico) sono da tempo riconosciuti ed il loro effetto protettivo nei confronti del sistema cardiovascolare è oggi documentato da una vasta letteratura. Nonostante le numerose proprietà degli omega 6, quella maggiormente dibattuta resta dunque la correlazione tra il loro consumo ed il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Favorendo la riduzione del colesterolo LDL e la concentrazione di colesterolo HDL (o colesterolo buono), gli omega 6 svolgono un’azione preventiva verso tutte le patologie ad esso correlate, tanto che OMS, FAO ed American Heart Association concordano nell’incoraggiare una dieta ricca questi acidi grassi, in sostituzione a cibi contenenti grassi saturi o carboidrati. Nello specifico, raccomandano di consumare cibi contenenti omega 6 in un quantitativo pari al 5-10% delle calorie totali giornaliere. Numerosi studi dimostrano infatti come la mortalità per malattie cardiovascolari si riduca progressivamente con l’incremento nell’utilizzo di omega 6, ed in particolare di acido linoleico. Un aumento del 5% dei livelli di assunzione di omega 6 (passando così da un apporto del 3‐4% ad uno del 6‐10%) ridurrebbe la mortalità cardiovascolare addirittura di 3 volte, con una diminuzione del 26% per quanto riguarda il rischio di eventi coronarici. Per una significativa riduzione del rischio cardiovascolare, l’American Heart Association raccomanda quindi un apporto di omega 6 compreso tra il 5 il 10% delle calorie totali, ovvero un consumo pari a 12/22 grammi al giorno, a seconda dell’età, del sesso e livello di attività fisica.