Negli ultimi anni quella del piercing è divenuta una moda sempre più dilagante, tanto che secondo recenti indagini dell’Eurispes il 20% degli italiani tra i 12 e i 18 anni ne avrebbe almeno uno.

I piercing più comuni vengono collocati su orecchie, naso, ombelico, sopracciglia, ma anche labbra e lingua. In quest’ultimo caso, oltre al rischio di contrarre infezioni e sviluppare reazioni allergiche, i pericoli cui si va incontro divengono più seri rispetto a parti meno sensibili del corpo. La bocca è infatti costantemente minacciata da un gran numero di batteri, rimane sempre umida ed entra in contatto con cibi e bevande, oltre  che con il fumo, in chi è soggetto a questo brutto vizio. Lingua e labbra sono inoltre in costante movimento e interessate da importanti vasi sanguigni. Per tutte queste ragioni si tratta di un piercing difficile da gestire e la cui guarigione può richiedere fino a 4 mesi.

I problemi iniziano già nel momento in cui si effettua in foro, con la possibile rottura di alcuni dei vasi sanguigni che attraversano la lingua e conseguente copioso sanguinamento, che può addirittura rendere necessario rivolgersi ad una struttura ospedaliera. Se ci si è poi messi nelle mani di personale non competente, le possibilità di contrarre  infezioni da parte dei virus dell’herpes simplex, dell’HIV o delle epatiti B e C sono davvero considerevoli. La perforazione dei tessuti orali apre inoltre la strada a numerosi batteri, che dalla bocca possono così facilmente penetrare nel sistema circolatorio e diffondersi nell’organismo. Se i batteri presenti nella bocca dovessero raggiungere e colonizzare il cuore, si incorrerebbe ad esempio nella patologia nota come endocardite, un’infezione della parete interna del cuore che, se non adeguatamente trattata, può anche risultare fatale.

Una volta eseguito il foro ed installato il piercing alla lingua, la tipica reazione è quella di gonfiore, con conseguenti problemi ad alimentarsi e articolare correttamente le parole; disagi che tuttavia risultano transitori e tendono a risolversi entro 7/10 giorni. Nel caso di infezioni o reazioni allergiche, il gonfiore non migliorerà, accompagnandosi invece a dolore, rossore e manifestazioni quali dermatiti da contatto o secrezioni di pus. In tal caso la lingua potrebbe anche gonfiarsi a tal punto da chiudere le vie aeree e ostacolare la respirazione.

Altre possibili complicazioni del piercing alla lingua comprendono danni neurologici, intorpidimento, riduzione della sensibilità, produzione eccessiva di saliva, difficoltà di masticazione o deglutizione, formazione di cicatrici e cheloidi (aree interessate da eccessiva crescita di tessuto cicatriziale) e perdita o lesione del gusto.

I problemi al lungo termine generati dal piercing alla lingua possono invece comprendere infiammazione e danni alle gengive causati da prolungato sfregamento; retrazioni gengivali, che lasciano il dente maggiormente esposto a carie e malattie parodontali; scheggiatura o rottura di denti; nonchè diastema degli incisivi superiori che, a causa della diffusa abitudine di spingere il piercing contro di essi, tendono a distanziarsi lasciando un antiestetico “buco” nella dentatura.