La popolazione umana cresce (saremo in 9 miliardi entro il 2050) ed un nuovo (l’ennesimo) studio prevede che entro i prossimi 40 anni il pesce negli Oceani della Terra sarà finito, se continuiamo a mangiare nelle quantità in cui stiamo già facendo.

Il fattore che farà probabilmente entrare in crisi il sistema sarà non tanto il fatto che molti dei nuovi nati sulla Terra saranno per lo più persone poverissime che non avranno di che nutrirsi per la loro sopravvivenza, ma piuttosto che una parte – seppur minore – di loro, sarà parte delle nuove famiglie agiate di paesi molto popolosi come l’India, la Cina ed il Brasile. Il che significa che avranno uno stile di vita agiato e che potranno quindi mangiare spesso sushi e piatti a base di pesce. Ecco perché, dicono gli autori dello studio, è bene che cominciamo a darci una regolata sin da subito.

LE POSSIBILI SOLUZIONI: L’ACQUACOLTURA

Una delle possibili soluzioni per far diminuire l’incidenza della pesca di pesce non d’allevamento è quella degli allevamenti di pesce. Il problema, però, è che la maggior parte delle specie pescate dagli umani per il consumo sono specie che si nutrono di altro pesce che si trova in natura allo stato selvatico, come le sardine e le acciughe. Dunque l’allevamento in cattività diverrebbe assai difficoltoso se non impossibile.

I PERICOLI PER LE POPOLAZIONI DI PESCE

Ma la pesca non è l’unica cosa che mina la sopravvivenza dei pesci… non vanno tralasciati, infatti, gli effetti dei cambiamenti climatici, che riducono sempre più i climi adatti alla sopravvivenza di molte specie.

LA PESCA, UN SISTEMA INEFFICIENTE

Un altro punto messo in risalto dallo studio è che la pesca è un sistema altamente inefficiente: solo i 2/3 del pesce pescato finisce infatti sulle tavole dei consumatori. Il terzo che rimane viene usato per pasturare altri pesc e in produzione di olio di pesce. Il che si traduce, ad esempio, nel fatto che per avere 1 chilo di salmone d’allevamento servono 4 chili di pesce catturato in mare.

Insomma, ormai sono tutti concordi: qualcosa va cambiato nel modo in cui l’uomo depreda le risorse della Terra. Il problema è trovare un modo globalmente condiviso per farlo in maniera sostenibile per noi, per gli animali e per il Pianeta.