“Prezzi altissimi, interminabili muri di recinzione che troppo spesso nascondono il mare, vere e proprie palazzine di cemento alzate sulla sabbia, innumerevoli attività che nulla hanno a che vedere con la balneazione, ostacoli fisici ed economici che inducono la maggior parte delle persone a credere che le spiagge e gli stabilimenti siano circoli privati.
Invece si tratta di concessioni pubbliche di terreno vincolato e protetto che noi (lo Stato) abbiamo dato in concessione a privati per realizzare limitate strutture per la balneazione, cabine, bagni ecc., fornire servizi e mantenere pulito e fruibile l’arenile.
Il risultato è che le spiagge sono sempre meno accessibili per chi non voglia pagare prezzi altissimi. Il mare, in molte parti del nostro litorale è ormai “oscurato” da muri e strutture di cemento, le spiagge libere sono quasi scomparse. La situazione italiana dal punto di vista dell’uso del demanio marittimo è una vera e propria anomalia che non ha uguali nel mondo.
La forte privatizzazione degli arenili voluta dalle lobby di balneari e consentita dalla politica accondiscendente, ha portato i cittadini a non poter godere del diritto di andare al mare senza pagare un biglietto d’ingresso.
Una famiglia italiana ogni giorno paga per andare al mare, spesso solo per farsi un bagno, un biglietto d’ingresso a un costo medio di 15-20 euro. Da Nizza a Rio De Janeiro andare al mare a prendere il sole in spiaggia è gratis e si paga solo il noleggio ombrelloni-sdraio, se richiesto!.
In Italia, unico caso al mondo, no!”

E’ con queste parole che il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, presenta il Manuale del Bagnante, un opuscolo informativo scaricabile in formato PDF dal sito dedicato all’iniziativa, nel quale vi è una vera e propria guida a tutela dei diritti del consumatore e del suo portafogli.

Non solo… tramite il sito internet è possibile fare segnalazioni di chi commette abusi, affinché chi si appropria di fette di demanio trattandole come provate venga punito.

IL MANUALE DEL BAGNANTE

“Lo scopo di questo piccolo vademecum è proprio questo: fornire alcune indicazioni per tutelare i diritti elementari del bagnante, quelli che né l’arroganza di alcuni, né le sanatorie, hanno ancora aggredito.
Un vademecum che vuole essere anche un piccolo contributo per una rinnovata voglia di riprenderci il mare che ci appartiene e che norme antiquate e di stampo medioevale, hanno concesso in esclusiva a poche decine di soggetti della cosiddetta “Imprenditoria Balneare”, con la complicità di una certa classe politica e di istituzioni “distratte”.”

Buona lettura!