Quanto conoscete il vostro gatto? Anche se vi dorme in grembo facendovi le fusa e gli piace occupare la vostra poltrona preferita, siete proprio sicuri che si tratti di un animale domestico?

TRA VITA DOMESTICA E ISTINTO SELVATICO

Nonostante il fatto che al gatto piaccia la comodità e la compagnia umana, non va dimenticato che pur sempre si tratta di un animale che ha le stesse caratteristiche dei grandi felini selvatici. Con questi condivide la tonicità muscolare di un corpo costruito per appostarsi in agguato e cacciare, così come un pelo fitto che lo protegge, esattamente come i grandi felini della savana. Di fatto il gatto è una specie più piccola in dimensioni che a un certo punto ha deciso di coabitare con gli umani abbandonando lo stato selvatico, ma il gatto resta sempre al confine tra selvaticità e addomesticamento. E nonostante i gatti abbiano un cervello assai più piccolo dei loro parenti selvatici, conservano intatta la capacità di tornare alla loro vita selvatica.

I FELINI

I felini comprendono specie assai diverse tra loro, che spaziano dai grandi esemplari come i leoni e le tigri, sino ai nostri piccoli gatti. A dividerli non sono le dimensioni, bensì alcune differenze anatomiche. Ad esempio, i membri della famiglia Panthera possono ruggire, mentre i membri della famiglia Felis non possono. Nei primi anni del 1900 esistevano più di 230 specie di felini, ma ora ne sono rimaste circa 30. Molte di queste sono scomparse perché cacciate dall’uomo, per le loro pelli (e pellicce) pregiate.

DA SELVATICI A DOMESTICI

C’è una parentela molto stretta tra il gatto domestico e i felini selvatici, ma non è certo quale sia la specie che è divenuta domestica lasciando la vita selvatica. I felini selvatici si trovano in tutto il mondo, con specie Europee, Asiatiche o Africane. man mano che gli uomini spostarono il loro modo di vita da cacciatori a coltivatori stanziali, impiegarono i felini come “aiutanti” per tenere puliti i campi dai roditori e controllare la diffusione delle malattie. Ma fu con la civiltà egizia che il gatto venne elevato da animale selvatico a compagno dell’uomo. Gli egizi riverivano i gatti come simbolo di fertilità e in alcuni contesti venivano persino mummificati dopo la morte.

Quello che di preciso si sa è che il gatto addomesticato apparve dell’estremo oriente attorno al 2000 a.C., probabilmente derivato dal gatto selvatico del deserto. In Europa, i Romani consideravano i gatti come un simbolo di libertà, e li importarono in gran quantità dall’Egitto per liberarsi dei topi. Infatti, il gatto si è probabilmente salvato per sua capacità di cacciare: con la caduta dell’impero romano, i gatti persero la loro popolarità e vennero associati alle streghe e al maligno, e furono ampiamente perseguitati.

Il gatto domestico tornò in voga nel 1600, ma fu solo nel 1800 che cominciò a diffondersi l’interesse per la sua eleganza: da allora spopolarono le fiere, le esposizioni e le competizioni feline, con tutto l’interesse verso le razze feline.