Il fumo attivo fa ingrassare, ma quello passivo ancora di più. Questo quanto rilevato da uno studio portato avanti dalla Brigham Young University di Salt Lake City e pubblicato sull’American Journal of Physiology: Endocrinology and Metabolism. Ecco sfatato, quindi, il mito per cui fumare le sigarette può aiutare a rimanere magri, sottolineando come il problema si espanda anche a chi sta intorno al fumatore, perché il fumo passivo vede pericoli maggiori.

Il rischio maggiore, ha dichiarato l’autore della ricerca Benjamin Bikman, è per tutti coloro che vivono con un fumatore, specie se un bambino, perché vi sarebbe un maggior rischio di contrarre problemi cardiovascolari e legati al metabolismo. Lo studio, ancora una volta svolto sui topi, ha analizzato il legame tra il fumo e le funzioni metaboliche dell’individuo, concentrandosi sul meccanismo che fa diventare i fumatori resistenti all’insulina. Qui gli animali sono stati esposti al fumo passivo ed è stato notato un aumento di peso, questo perché le ceramidi (delle molecole lipidiche) vanno ad alterare i mitocondri delle cellule andando a causare una disfunzione nelle normali funzioni cellulari, rendendoli incapaci a rispondere all’insulina e, una volta che questa continua ad aumentare, ecco che il peso fa lo stesso.

L’unico rimedio quindi è invertire gli effetti del fumo, andando ad inibire le ceramidi e, trattando i topi con la mioriocina, hanno notato una sorta di blocco nell’aumento di peso e nei problemi di metabolismo. Ora non resterebbe che trovare un inibitore delle ceramidi che possa essere utilizzato in maniera sicura anche per gli uomini, così da proteggere tutti coloro che vengono costantemente esposti al fumo passivo.

Secondo la ricerca, in America, circa il 20% dei bambini vive in una famiglia in cui almeno un membro è fumatore, mentre la metà della popolazione viene esposta al fumo passivo almeno una volta al giorno, più di 4mila adulti fumano la loro prima sigaretta e 1000 diventano fumatori abituali. Ma anche in Italia non si scherza: secondo alcuni dati il 25% della popolazione italiana viene esposto al fumo passivo. Secondo un sondaggio portato avanti dall’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) il 71% della popolazione italiana fuma regolarmente in spazi chiusi e secondo il 43% smettere di fumare non riduce il rischio di sviluppare la malattia; il fatto più agghiacciante, però, è la disinformazione che regna sovrana nel Bel Paese: 8 italiani su 10 non sanno che il fumo può provocare il carcinoma (tumore maligno) del polmone, il 48% pensa che questo non si possa prevenire, mentre il 49% ha dichiarato di fumare in presenza dei bambini.

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