Il Buddismo è una religione che insegna a stare in stretto contatto con la natura e, in quanto tale, insegna il rispetto per gli animali (i buddisti sono generalmente vegetariani) ma anche ad attuare nella vita di ogni giorno con le pratiche necessarie per raggiungere un benessere psicofisico in modo naturale. Particolare attenzione viene data all’alimentazione: i monaci consumano i pasti concentrati sul cibo, godendo di ogni boccone, proprio come una pratica di meditazione.

Il maestro buddista Thich Nhat Hanh, nel suo libro “Spegni il fuoco della rabbia”, ci invita a fare attenzione a come e quanto mangiamo: “La rabbia e la frustrazione che proviamo sono connesse con il nostro corpo e con il cibo che ingeriamo. Per esempio al giorno d’oggi i polli crescono in stabilimenti in cui sono chiusi in gabbia, senza poter correre e cercare il becchime, fermi tutto il giorno… E infatti i polli impazziscono. Gli allevatori tagliano il becco alle galline per evitare che si attacchino per la gran frustrazione. Quando mangi la carne o le uova di queste galline, tu mangi rabbia e frustrazione. Dobbiamo mangiare uova felici di galline felici, dovremmo bere latte allevate in modo naturale“.

In un altro passo del libro si occupa invece della quantità di cibo e del modo in cui lo mangiamo: “Alcuni si rifugiano nel cibo per dimenticare i loro guai e la loro depressione. In realtà ci servirebbe solo la metà di quello che ingeriamo ogni giorno. Mangiare è una pratica meditativa profonda: io godo di ogni singolo boccone, sono conscio del cibo e del fatto che lo sto mangiando. Possiamo praticare la consapevolezza del mangiare masticando con cura e gioia”.

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