Qualche tazza di caffè al giorno potrebbe essere utile non solo a dare una sferzata di energia, ma anche come valido aiuto nella protezione del melanoma, almeno così sostengono i ricercatori del National Cancer Institute presso il National Institutes of Health (NIH).

Analizzando i dati di 450.000 soggetti, tra uomini e donne, i ricercatori hanno infatti riscontrato un rischio di sviluppare melanomi maligni del 20% più basso per coloro che consumano quattro o più tazze di caffè al giorno, rispetto a coloro che non ne bevono affatto. I partecipanti al test sono stati seguiti per 10 anni, compilando regolarmente questionari alimentari, i cui dati sono stati incrociati dai ricercatori con quelli riguardanti l’esposizione ambientale agli ultravioletti, indice di massa corporea, età, sesso, attività fisica, assunzione di alcol e fumo. Il risultato è che consumare 4 tazze di caffè al giorno è una valida forma di prevenzione contro questo aggressivo tipo di tumore.

Certo le reazioni contrarie non si sono fatte attendere, un consumo esagerato di caffè comporta infatti l’innalzamento della pressione sanguinea, a scapito della salute, ma gli autori della ricerca ribattono sostenendo che l’impatto del melanoma maligno è talmente alto che ogni singola scoperta in materia di prevenzione può divenire significativa.

Secondo la Skin Cancer Foundation, il melanoma è infatti la forma più pericolosa di tumore della pelle: una persona muore di melanoma ogni 57 minuti e ad una su 50 sarà diagnosticato nel corso della vita.

L’autrice dello studio, Erikka Loftfield, considerando i precedenti studi che segnalavano associazioni tra consumo di caffè e il melanoma, in aggiunta ai dati raccolti in un decennio di lavoro, si dice comunque soddisfatta , anche se ammette  che la ricerca non è ancora ad un livello tale da consigliare di modificare le abituali razioni di caffè: “La cosa più saggia che gli individui possono fare per ridurre il rischio di melanoma è ancora quella di ridurre l’esposizione alle radiazioni del sole e ai raggi UV,” ha affermato la Loftfield.

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