Una svolta molto importante nel campo della medicina potrebbe cambiare radicalmente il futuro della prevenzione degli ictus recidivi (scopri come riconoscerne i sintomi): si tratta di un microdispositivo di 45mm per 4 mm di spessore che viene impiantato sotto la pelle del paziente all’altezza del cuore e, per anni, registra il battito cardiaco inviando segnali d’allarme in caso di anomalie e aritmie asintomatiche che i metodi tradizionali non riescono a diagnosticare ma che potrebbero essere una delle cause che portano all’ictus. La sperimentazione è stata attuata su circa 500 pazienti in moltissimi centri tra Europa, Stati Uniti e Canada, divisi in due gruppi: a uno è stato impiantato il dispositivo, mentre l’altro è stato sottoposto ai controlli secondo i metodi tradizionali (elettrocardiogramma Holter).

Senza il dispositivo può essere che ogni piccola fibrillazione o un’aritmia del tutto imprevedibile possa sfuggire alla diagnosi: per questo i risultati dello studio potrebbero cambiare radicalmente tutta la strategia attorno alla previsione in caso di ictus recidivi, che normalmente colpirebbero un quarto dei pazienti che sono già stati colpiti per la prima volta e indubbiamente con effetti che potrebbero causare una grave disabilità permanente. In media in Italia circa 200 mila persone vengono colpite ogni anno da ictus e le sue cause restano tuttora sconosciute in gran parte dei casi. (In Italia le malattie cardiovascolari uccidono più dei tumori, scopri di più)

E’ noto che la fibrillazione atriale parossistica, che spesso non dà sintomi e può regredire spontaneamente dopo pochi minuti, è una delle cause di ictus questo tipo di aritmia però non è facile da documentare e per questo è difficile fare prevenzione secondaria.” Spiega Vincenzo Di Lazzaro, direttore della Neurologia dell’Università Campus Biomedico di Roma.

Lo studio CRYSTAL AF (Cryptogenetic Stroke and Underlying Atrial Fibrillation) che è la più grande sperimentazione clinica su questo fronte, dimostra come si possa identificare precocemente chi è a rischio di un altro ictus, dopo averne avuto un primo le cui cause sono rimaste sconosciute.  Il vantaggio consiste nel poter prevenire più efficacemente la recidiva con una terapia anticoagulante: i farmaci antiaggreganti, infatti,  che si usano più comunemente, hanno un’efficacia limitata nella prevenzione dell’ictus causato da fibrillazione atriale” continua, “È verosimile che questo tipo di intervento venga incluso nelle linee guida per la prevenzione secondaria dell’ictus ma questo non vuol dire che si possa impiantare il dispositivo a tutti. Anche per non gravare sui costi del sistema sanitario nazionale  è necessario selezionare i pazienti da arruolare. Bisogna pertanto prima sottoporre i pazienti a tutte le procedure diagnostiche standard solo se sono tutte negative si può prendere in considerazione l’impianto del dispositivo“.

Una volta ricevuto il segnale di allarme tramite un telecomando, il paziente dovrà recarsi direttamente in ospedale per accertamenti oppure inviare il tracciato elettrocardiografico telefonicamente al proprio medico.

Nell’arco di 3 anni da un ictus ischemico senza causa nota il 30 % dei pazienti ha almeno un episodio di fibrillazione atriale, che in quasi l’80 % dei casi è asintomatico. Nei 3 anni di osservazione, inoltre, è stata riscontrata fibrillazione atriale nel 30 % dei pazienti cui era stato impiantato il dispositivo e solo nel 3 % dei soggetti ai quali non era stato impiantato” ha spiegato Tommaso Sanna, cardiologo presso il Dipartimento di Scienze Vascolari del Policlinico Universitario Gemelli di Roma e colui che per la prima volta ha svolto il lavoro.


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