Cominciamo mettendo in chiaro lo scopo e i principi del movimento di Transizione, con lo statuto stesso dell’organizzazione. In fondo, queste sono le fondamenta comuni all’intera rete.

LO SCOPO DELLA TRANSIZIONE

“Offrire supporto alle risposte delle comunità locali al picco del petrolio e ai cambiamenti climatici, aumentando resilienza e felicità”.

I SETTE PRINCIPI DELLA TRANSIZIONE

1. Avere una visione positiva: Le iniziative di Transizione sono basate sull’impegno a creare una visione tangibile, chiaramente espressa e pratica di come vivranno le nostre comunità una volta superata l’odierna dipendenza dai combustibili fossili. Il nostro obiettivo non è lanciare una campagna contro qualcosa, ma è piuttosto focalizzare l’attenzione sul potenziale positivo, sulle nuove opportunità. Per lo sviluppo di questa visione è fondamentale la creazione di nuove storie e nuovi miti.

2. Aiutare le persone ad accedere a buone fonti di informazione, e supportale affinché possano prendere buone decisioni: Le iniziative di Transizionesi impegnano, in tutti gli aspetti del loro lavoro, ad accrescere la consapevolezza nei confronti
del picco del petrolio, dei cambiamenti climatici e di argomenti ad essi collegati, come la critica della crescita economica. In questo ambito, riconoscono le loro responsabilità nel presentare queste informazioni in modi giocosi, articolati, accessibili, accattivanti, che favoriscano atteggiamenti di entusiasmo e collaborazione piuttosto che diffondere una sensazione di impotenza. Le iniziative di Transizione lavorano per diffondere in buona fede la versione più vicina alla verità in una situazione in cui le informazioni disponibili sono altamente contraddittorie. I messaggi diffusi non devono mai essere autoritari: confidiamo nella capacità di ciascuno di elaborare una risposta appropriata alla propria situazione.

3. Coinvolgimento e apertura: Per sperare nel successo, le iniziative di Transizione hanno bisogno di coalizzare le diversità presenti nella società come mai prima d’ora. Le iniziative si impegnano a far si che i loro processi decisionali e i loro gruppi di lavoro siano fondati su principi di apertura e coinvolgimento. Questo principio si riferisce anche al concetto che ogni iniziativa debba raggiungere la comunità intera e sforzarsi, fin dall’inizio, per coinvolgere il sistema economico locale, i diversi gruppi presenti all’interno della propria comunità e le autorità. Esplicita il principio che non esiste spazio, nella sfida della decrescita energetica, per discorsi del genere “noi e loro”.

4. Permettere la condivisione e il networking: Le iniziative di Transizione si impegnano a condividere successi, fallimenti, opinioni e connessioni a vari livelli all’interno della rete di Transizione in modo da costruire una più ampia base di esperienze collettive.

5. Creare Resilienza: Questo punto evidenzia l’importanza fondamentale del creare resilienza, ovvero la capacità delle nostre attività, comunità ed insediamenti di rispondere al meglio ai cambiamenti repentini. Le iniziative di Transizione si impegnano a creare resilienza in diverse aree (alimentazione, economia, energia, ecc) e su diverse scale (dal locale al nazionale) – a seconda del caso. Si impegnano inoltre a inserire i loro sforzi all’interno di un processo generale teso ad aumentare la resilienza ambientale a livello globale.

6. La Transizione è dentro e fuori di noi:  Le sfide che stiamo affrontando non sono causate semplicemente da un errore tecnologico: sono, piuttosto, la conseguenza diretta della nostra attuale visione del mondo e del nostro attuale sistema di valori. Ottenere informazioni a proposito delle condizioni in cui versa il nostro pianeta può generare paura e tristezza – potrebbe essere proprio questa la causa della tendenza diffusa a negare l’esistenza del problema. Esistono paradigmi psicologici che possono aiutarci a capire cosa stia realmente accadendo, e ad evitare il processo inconscio che sabota i cambiamenti – per esempio, le teorie della dipendenza ed i modelli per il cambiamento comportamentale. Questo principio inoltre si basa sul fatto che la Transizione prospera perché permette alle persone di lavorare su ciò che le appassiona, di seguire la propria vocazione.

7. Decentralizzazione: auto-organizzarsi e decidere su diversi livelli: Quest’ultimo principio si basa sull’idea che nelle intenzioni del modello di Transizione non ci sono né centralizzazione né controllo sul processo decisionale. Piuttosto, il modello funziona lavorando con ciascuno per realizzare la Transizione al livello più appropriato, pratico ed efficace, in modo da replicare la capacità di auto-organizzazione dei sistemi naturali.

“Il Potere si sta spostando dalle istituzioni, che hanno sempre avuto una orientazione alto-basso, che accumulano le informazioni al livello superiore e ci dicono come condurre le nostre vite, ad un nuovo modello di potere, democraticamente distribuito e condiviso da tutti”.

Trippi, J. (2004) The Revolution Will Not Be Televised. Harper Collins.