A volte, quando l’uomo causa dei problemi ambientali distruggendo l’equilibrio dell’ecosistema e non sa come uscirne, ecco che in suo soccorso arriva il suo migliore amico: il cane.

Jake ed Ivy sono due Labrador dell’Alabama’s Auburn University e di recente sono stati chiamati a svolgere un lavoro in Florida: trovare degli esemplari di un’incredibile specie non nativa: il pitone burmese.

Portati in Florida da un importatore di animali esotici, e poi abbandonati nelle Everglades, i pitoni sudasiatici appartengono  ad una specie che normalmente raggiunge la lunghezza di 4 metri, ma che può anche raggiungere i 6 metri. Divoratori di cibo per eccellenza, i pitoni hanno depredato la zona delle paludi dei conigli, degli opossum e dei procioni che vivevano nelle Everglades National Park.

Ecco perchè si è arrivati ad addestrare appositamente dei cani per trovarli. Terry Fischer e Craig Angle, responsabili per il controllo dei pitoni, si sono occupati di raccogliere campioni dell’odore dei serpenti e di dare ai cani delle tracce da seguire a seguire a distanza per trovarli. I cani infatti possono seguire le loro tracce anche sulle grandi distanze, e una volta che li hanno individuati, sono addestrati per fermarsi ed accucciarsi. La reazione dei pitoni è sorprendente: anziché attaccare i cani quando vengono scoperti, si arrotolano e cercano di nascondersi.

Gli esperti del comportamento animale dicono che è la prima forma di difesa dei pitoni: la gente pensa che quando si caccia un serpente, questo sia subito pronto ad attaccare e a mordere. In realtà, spiegano, sebbene loro siano molto più grossi di noi, ci vedono come predatori e il loro primo istinto è nascondersi.

Sin’ora Jake ed Ivy hanno scovato 19 pitoni. Uno di questi aveva deposto 19 uova.