I cittadini americani insorgono contro il “frack”, ma il capo d’abbigliamento non ha niente a che vedere con i motivi per cui protestano… “Frack” è l’abbreviazione di hydrofracking, ovvero la fratturazione idraulica del suolo per l’estrazione del gas. Esiste una moratoria del 2008, siglata a New York, sulle pesanti conseguenze e rischi ambientali di questa tecnica di estrazione del gas, ma la logica del profitto sembra essere determinata ad infischiarsene, nonostante tutti i disastri ambientali che queste tecniche invasive di estrazione delle risorse hanna causato nell’ultimo anno ai territori degli Stati Uniti.

Tuttavia, i cittadini statunitensi stanno protestando come non mai e segnali stradali che indicano le “no-fracking-way” stanno proliferando sui cartelloni pubblicitari e per le strade delle città. A protestare sono gli studenti dei college, i proprietari delle case che sorgono nelle aree adiacenti a quelle interessate dall’estrazione, i politici di sinistra…

Il rischio, infatti, è che la fratturazione idraulica vada a contaminare le riserve idriche di New York City e degli stati limitrofi. Per ora i “perforatori” hanno ottenuto il permesso di lavorare, purché si tengano a distanza dalle falde acquifere e dalle riserve d’acqua che approvvigionano milioni di cittadini che vivono nell’area, con la giustificazione che il gas è un’alternativa più redditizia ed “ecologica” del carbone, che è per ora l’unica alternativa per la produzione di energia in quella zona.
E in più ci sono le dichiarazioni di Obama, anch’egli a favore del gas, che ha rimarcato come gli Stati Uniti hanno riserve di gas che basteranno almeno per i prossimi 100 anni e che la politica sarà quella di cercare di sviluppare questo tipo di energia in modo sicuro per i cittadini.
Ma loro, i cittadini, sono preoccupati per la loro salute, specialmente quando si prospetta la contaminazione degli approvvigionamenti d’acqua.

I gruppi ambientalisti si stanno infatti mobilitando in massa e la buona notizia è che il governo lunedì scorso ha dato il via ad uno studio sugli effetti dell’hydrofracking e sull’impatto che ha sulla salute umana.

E il pensiero va a come invece il nostro governo sta gestendo la questione del TAV Torino-Lione… da vent’anni a questa parte.