Un nuovo farmaco potrebbe aiutare a combattere il virus dell’Hiv fungendo da “scudo”. Secondo quanto dichiarato da un gruppo di ricercatori dello Scripps Research Institute, in California, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature, questo risulterebbe tanto efficace quanto potente così che potrebbe addirittura funzionare come un vero e proprio vaccino atto a proteggere la persona dallo sviluppare il virus dell’Aids.

Lo stesso sarebbe risultato decisamente efficace per molti ceppi del virus in particolar modo anche quelli più difficili da trattare.

Come funziona?

Nel momento in cui il virus dell’Hiv va ad infettare una cellula, va dritto a colpire i linfociti CD4 ovvero una cellula ospite parte integrante del sistema immunitario: qui il virus va a fondersi con quest’ultima trasmettendole il proprio materiale genetico andando a trasformarla in una cellula di produzione dello stesso. Il farmaco sviluppato dai ricercatori, l’eCD4-Ig, lega contemporaneamente due imitazioni dei recettori ai quali si lega l’hiv sulle cellule CD4, una delle difese chiave messa in atto dal sistema immunitario, impedendo al virus di entrare a contatto con la stessa cellula ospite ed espandersi nell’organismo.

Il composto che abbiamo sviluppato”, avrebbe dichiarato uno degli autori dello studio, il Dr Michael Farzan, continuando, “è l’inibitore più potente e ad ampio spettro mai scoperto. A differenza degli anticorpi, che falliscono nella neutralizzazione di una grande porzione dei ceppi di Hiv-1, la nostra proteina si è mostrata efficace contro tutti i ceppi sui quali abbiamo eseguito test in laboratorio, il che apre lo spiraglio al suo possibile uso come ingrediente per un vaccino anti-hiv”.

I test

Per il momento lo studio sarebbe stato testato su dei macachi da laboratorio, modificando il loro Dna, ma i risultati ottenuti non possono che far sperare per il meglio per trovare una terapia decisamente efficace anche per l’uomo. La sperimentazione, durata più di 30 settimane, ha permesso di poter osservare come queste, dopo aver assunto un’iniezione del virus che provoca Hiv, non si siano poi ammalate. Questa “alta protezione” del  farmaco, come spiegato dallo stesso Farzan, possa essere considerato come un “vaccino di lunga vita”.

Questo nuovo approccio è decisamente sensazionale, ma non c’è modo di sapere quanto questo possa essere effettivo fino a quando non verrà testato sugli umani, ha dichiarato il direttore degli Affari Esteri del Terrence Higgins Trust, il Dr Shaun Griffin, “se bene questo vaccino sia risultato essere efficace per le scimmie, l’Hiv è un virus incredibilmente complesso, con molte sfaccettature diverse che stiamo ancora imparando.”

Hiv nel mondo

Nel caso in cui – dopo ulteriori studi – questo farmaco si verificasse efficace anche per l’uomo potrebbe andare a risolvere una delle piaghe che dal 1981 affligge la popolazione mondiale, per cui 78 milioni di persone sono state affette dal virus, vedendo la morte di più di 31 milioni.

E a quanto pare un nuovo allarme arriva da Cuba, dove un ceppo più aggressivo del virus si sta espandendo: questo, decisamente più difficile da diagnosticare, risulterebbe anche più virulento andando a provocare nell’individuo infetto una carica virale decisamente più elevata, come più elevato è il rischio che questo si trasformi in maniera più rapida in Aids. Secondo quanto scaturito da un ulteriore studio realizzato da un gruppo di ricercatori dell’università di Lovanio in Belgio e dell’Istituto di medicina tropicale Pedro Kouri a L’Avana – e pubblicato sulla rivista EBioMedecine – questo nuovo ceppo, studiato su 95 individui, sarebbe in grado di far sviluppare l’Aids in soli tre anni dopo essere stati infettati, rispetto ai 6-10 anni degli altri virus.