Il congresso International aids society che si è svolto a Parigi ha presentato il terzo caso al mondo di virus Hiv tenuto sotto controllo senza l’ausilio di farmaci. Si tratta di una bambina sudafricana, che al momento della nascita è stata contagiata dal virus Hiv che le è stato trasmesso dalla madre. Sottoposta a terapia retrovirale per dieci mesi da quando aveva solo nove settimane di vita, oggi, dopo ben otto anni e mezzo senza assumere alcun tipo di farmaco, il virus non si sarebbe ripresentato.

Non si tratta di un caso di guarigione totale (che non si sarebbe ancora mai verificato, a causa delle caratteristiche proprie del virus dell’Hiv) ma di un caso di remissione. Ciò significa che la bambina resta infettata dal virus dell’Hiv ma che non è più in grado di contagiare altre persone poiché il virus non si moltiplica.

Il caso della bambina sudafricana arriva dopo quello del bambino nato nel Mississippi (Stati Uniti) e il ragazzo francese che oggi ha vent’anni ma che non si sottopone più a trattamenti farmacologici da quando ne aveva sei. Tutto merito, a quanto pare, della precocissima cura retrovirale a cui questi soggetti sarebbero stati sottoposti. Una via, questa, che potrebbe spalancare tantissime porte in un futuro non troppo lontano. Il fatto che nella bimba sudafricana il virus non abbia ripreso a replicarsi, secondo gli esperti, non sarebbe dovuto ad un’eventuale mutazione genetica in essa presente ma proprio al trattamento virale precoce a cui sarebbe stata sottoposta e che nei bambini consentirebbe di ottenere proprio tali effetti positivi.