Tutti i bambini nati sieropositivi potrebbero presto trovare una cura per andare a debellare immediatamente l’infezione da virus Hiv: nuove speranze arrivano grazie ad una nuova sfida lanciata dalla piattaforma di Fondazione Penta, il network internazionale che riunisce prestigiosi centri universitari in tutto il mondo, e dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Grazie a loro è stato dato il via al progetto di ricerca traslazionale “Epiical”: tramite questa nuova ricerca potrebbe essere possibile andare a sviluppare anche dei farmaci che in futuro potrebbero eliminare per un lungo periodo – o anche definitivamente – il virus dell’Hiv anche nei malati più grandi,.

Attraverso le cellule dei bambini – le quali rappresentano un modello unico di sviluppo del virus e della malattia stessa – potrebbe essere possibile infatti velocizzare la messa a punto di farmaci innovativi in grado di agire non solo su nuovi target ma anche di spianare la strada verso un’immunoterapia specifica. Questo potrebbe essere possibile andando ad azzerare – o almeno riducendo in maniera significativa – i punti di resistenza che sino ad oggi i famaci in commercio non sono riusciti a colpire: il progetto dovrebbe ricevere un finanziamento per otto milioni di euro in un arco di tempo esteso a cinque anni.

La più efficace evoluzione nella cura dell’Aids è stata l’introduzione della terapia combinata antiretrovirale nelle fasi più precoci dell’infezione” ha spiegato il direttore del Dipartimento pediatrico universitario del Bambino Gesù Paolo Rossi,Questo significativo cambiamento della strategia terapeutica ha trovato la sua prima e più piena applicazione nell’infezione pediatrica, quando il virus è trasmesso dalla madre infetta al neonato, solitamente al parto. In questo modello, infatti, il momento dell’inoculo dell’agente infettivo è noto ed è quindi possibile instaurare immediatamente la terapia“.

Secodo lo stesso Rossi, infatti, i bambini che hanno ricevuto in maniera precoce la terapia presenterebbero un quadro immunologico e virologico “unico”, tanto che alcuni dopo aver sospeso la terapia “sono stati per lungo tempo senza virus Hiv evidenziabile”.

Ad oggi molti soggetti infetti dal virus dell’Hiv raggiungerebbero una sopravvivenza definita pari a quella dei soggetti sani, ma tuttavia vi sono degli effetti legati al virus anche quando lo stesso non risulta individuabile nel sangue. Per tutti questi motivi, spiega Carlo Giaquinto del Dipartimento di salute della donna e del bambino, Università di Padova e presidente Fondazione Penta “oggi c’è ancora bisogno di individuare nuovi farmaci, che possano giungere prima possibile al malato. Il progetto Epiical si giova della piattaforma di ricerca e raccolta dati di Fondazione Penta (Paediatric European Network for Treatment of Aids), nata nel 1991 e poi sviluppatasi come network europeo per gli studi clinici indipendenti sui bambini affetti da Hiv-Aids. A questo progetto aderiranno centri di tutto il mondo, nel’ambito di una rete che comprende oltre 90 strutture in 18 paesi di Europa, Africa, Asia e America Latina“.