Il 12 gennaio 2010 Haiti fu colpita da un terremoto che fece migliaia di vittime e di senzatetto. In occasione del secondo anniversario di questo tragico evento, il 12 gennaio 2012 la mostra “Haiti” al Museo delle Culture di Lugano di Villa Ciani, che raccoglie cento immagini realizzate da Roberto Stephenson sull’isola caraibica, ha aperto gratuitamente le porte a tutti coloro che vorranno ricordare quel terribile evento.

HAITI A DUE ANNI DAL TERREMOTO
La mostra espone 100 immagini scattate ad Haiti fra il 2000 e il 2010 dall’artista italo-haitiano tra i più importanti e singolari esponenti della fotografia caraibica contemporanea. Le foto sono il risultato di un originale processo di rilettura del contesto urbano e paesaggistico e delle condizioni socio-culturali di Haiti. Dal tragico terremoto del 2010, l’artista modifica in modo determinante l’intera struttura del suo lavoro e ciò porta le foto della serie “Port-au-Prince”, inizialmente pensate come elementi centrali, a essere il punto di partenza di una nuova indagine sull’uomo, capace di rappresentare i crescenti contrasti e le contraddizioni della cultura haitiana.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA
Cinque le sezioni in cui si snoda il percorso espositivo: Volti, Port-au-Prince, Terremoto, Tende, Paesaggi. Nella sezione “Terremoto”, sono esposte le immagini scattate nei giorni immediatamente successivi al sisma che ha devastato Haiti nel gennaio 2010.
La sequenza dedicata al terremoto è fortemente scandita, quasi ossessiva, nel tentativo di restituire anche il senso di stupore di fronte all’evento. Le immagini sono costruite su diversi piani di lettura, tutti caratterizzati da una profonda interazione fra gli elementi cromatici e le prospettive spesso inusuali che moltiplicano il senso di sconvolgimento ambientale e la percezione della varietà e, al contempo, della fragilità delle cose.

In queste immagini gioca un ruolo di primo piano la lunga esperienza di fotografo di architetture, maturata in precedenza da Stephenson. Tutte le opere della mostra “Haiti” sono state oggetto di rielaborazione digitale, fatta eccezione per le serie “Terremoto” e “Tende”.