Nel settore della moda già da tempo si parla di green-economy, intendendo un diverso modo di pensare e di produrre che investe tutto il processo che porta i capi d’abbigliamento e gli accessori nelle nostre case.

Sono tante le aziende, italiane e non, che hanno intrapreso questa strada e tra questi c’è anche Gucci, uno dei marchi dell’eccellenza italiana celebre in tutto il mondo.

In occasione della Settimana della Moda di Milano la maison fiorentina ha firmato un progetto con il Ministero dell’Ambiente per la valutazione dell’impatto ambientale e per il calcolo degli “eco-costs” della produzione dei prodotti a marchio Gucci. In questo modo, in poco tempo, tutta la filiera produttiva Gucci potrà rientrare negli standard nazionali e internazionali di sostenibilità. Tutti i prodotti che saranno prodotti secondo i nuovi parametri saranno identificati da una etichetta che ne descriverà il processo di produzione e i costi (economici e ecologici).

Gucci è da tempo che si batte per una revisione dei metodi di produzione all’interno del mondo della moda e già dal 2004 ha iniziato il suo percorso per diventare un’azienda green in tutta la sua filiera, riducendo le emissioni di CO2, scegliendo materie prime certificate, riducendo il packaging e cercando mezzi ecologici e sostenibili per il trasporto dei suoi prodotti.

Il Ministro dell’ambiente Corrado Clini e il CEO Gucci Patrizia Di Marco hanno commentato così il loro accordo:

L’analisi e la riduzione degli impatti delle attività economiche rappresentano un driver non solo ambientale, ma anche un potente strumento di competitività a livello nazionale e internazionale, in un mercato, che sempre di più, ricerca la sostenibilità anche nei beni di lusso.