Tra tutte le armi a disposizione dell’uomo per il potenziamento delle due difese, la dieta è certamente uno dei fattori più accessibili, controllabili ed economici. Il cibo riveste una serie di funzioni fondamentali: è il carburante che fa muovere l’organismo e gli dà energia, è una fonte importante di piacere e rappresenta un elemento fondamentale di socialità. Ma ha anche un grande valore nella prevenzione delle malattie e per rallentare l’invecchiamento. Un ruolo da sempre sostenuto dalla medicina naturale e oggi sempre più sottolineato da numerose ricerche scientifiche.

Si dice che il cibo può essere la nostra fonte di benessere quotidiano oppure un veleno che ci uccide a poco a poco. Quasi tutto, nell’organizzazione dei Paesi industrializzati, contribuisce a impoverire e snaturare l’alimentazione quotidiana: dalle tecniche di coltivazione e allevamento, che portano sulle nostre tavole inquinanti un tempo sconosciuti a un apporto sempre più esiguo di vitamine e minerali, fino alla necessità di consumare cibi già pronti perché il tempo per preparare i pasti è diventato sempre più ridotto.

Ma gli esseri umani sono capaci di adattarsi anche a situazioni estreme. Ovviamente con qualche aiuto: per esempio variando i cibi, consumando maggior quantità di frutta e verdura o prevedendo una sorta di giornata di riposo settimanale per l’apparato digerente.

GLI OGM

Negli ultimi anni si è assistito all’introduzione sul mercato di Organismi Geneticamente Modificati (OGM), creati con l’obiettivo di aumentare la resa delle coltivazioni e la qualità dei prodotti. Anche se non si conoscono con precisione quali siano i rischi connessi a questo genere di modificazioni, è sempre più difficile “proteggere” le coltivazioni tradizionali, anche quelle biologiche, dall’incontro con le piante transgeniche che crescono in zone limitrofe. Quello che invece può succedere è trovare sostanze allergizzanti in alimenti insospettabili: un rischio da non sottovalutare, in una società dove le allergie sono in costante aumento.

COSA DICE LA LEGGE SUGLI OGM

Nei Paesi dell’Unione Europea è ammesso l’utilizzo per scopi sperimentali di alcune piante transgeniche. Tra quelle destinate all’alimentazione ci sono mais, colza, soia e cicoria. Dal 2004 una normativa impone di indicare sull’etichetta la presenza di OGM; ma c’è una soglia di tolleranza (0,9%) al di sotto della quale questa segnalazione non è obbligatoria. Queste regole non si applicano ai mangimi per animali, ed è proprio in questo settore che viene impegnata gran parte degli OGM. La soluzione? Scegliere carne, latte e uova biologici, garantiti come “OGM free”.

Oppure… diventate vegetariani o vegani.