Una prima battaglia vinta per gli animalisti che da tempo si stavano occupando di Green Hill.

L’azienda, in cui vengono allevati cani destinati alla sperimentazione scientifica, è stato posto sotto sequestro grazie ad una operazione del Corpo Forestale dello Stato e del Nirda (Nucleo investigativo per i reati in danno degli animali) su disposizione della procura di Brescia.

Una battaglia vinta, ma la vittoria della guerra è ancora lontana. Gli animalisti sono di nuovo sul piede di guerra perché i 2.700 beagle sono rimasti a Green Hill e ad occuparsene saranno ancora gli addetti dell’azienda, fino a che la struttura rimarrà sotto sequestro.

In effetti la soluzione è davvero inaccettabile, in quanto i cani detenuti e seviziati per la ricerca dovrebbero ora avere l’opportunità di essere realmente salvati e di trovare una casa accogliente in cui poter vivere serenamente.

È stata per questo indetta una nuova mobilitazione dall’AIDAA, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, che richiede che la custodia giudiziaria dei cani sia affidata ad una associazione animalista riconosciuta o ad un gruppo indipendente che possa davvero tutelare il loro benessere.

Ovviamente la mobilitazione sfrutta il web e AIDAA ha chiesto a tutti i sostenitori di mandare una mail alla procura di Brescia per sostenere la campagna, mentre su Facebook sono già migliaia le persone che si sono offerte per adottare uno dei beagle di Green Hill.