La gotta è una malattia sempre più diffusa tant’è, si stima, che i casi in cui essa compare sono addirittura raddoppiati nel corso degli ultimi decenni. Si tratta di una patologia infiammatoria metabolica, cronica, che è causata dall’accumulo di cristalli di acido urico nel sangue (clicca qui per leggere l’approfondimento sull’iperuricemia, la causa scatenante della gotta). Nel nostro Paese sono circa 500 mila le persone che ne sono affette.

Il classico attacco di gotta è quindi dovuto proprio alla reazione infiammatoria prodotta dall’accumulo dei depositi di acido urico nel sangue: man mano che i cristalli crescono e si accumulano, si formano i comuni tofi gottosi, che diventano i responsabili dell’erosione articolare e dell’inabilità pressoché permanente. Nel tratto urinario, invece, l’acido urico, vendendo a contatto con l’acidità dell’urina, può andare a formare i comuni calcoli.

Il fatto che gli episodi di gotta siano praticamente raddoppiati è dovuto essenzialmente all’accrescimento del dato sull’invecchiamento della popolazione ma non solo: l’incidenza è provocata anche dall’aumento dei casi di sindrome metabolica e dai cambiamenti intervenuti nel regime alimentare. La gotta è infatti una malattia causata dal benessere, in cui la parte del leone è svolta proprio dall’alimentazione.

Gli esperti hanno fatto notare poi che i casi sono aumentati nella fascia d’età compresa dopo i quarant’anni, quando è più facile che si utilizzino farmaci per curare l’ipertensione. Questi ultimi, al pari dei dietetici, favorirebbero la perdita di liquidi ma al tempo stesso tratterrebbero gli acidi urini (quelli che poi provocano la gotta).

Gotta: come si presenta

Questa patologia tende a presentarsi originandosi dagli arti inferiori e provoca dolore acuto, che tende a diventare cronico qualora non venga curato nell’immediato. I farmaci che si utilizzano servono per far scendere il livello di acido urico presente nel sangue ma la terapia va continuata a lungo, in modo che il problema tenda poi a non presentarsi più.