La biologia è semplice e complessa al tempo stesso, e a volte basta osservare il fenomeno vitale da un diverso punto di vista per scoprire qualcosa di completamente nuovo. Uno studio portato avanti dai ricercatori dal Cnr di Pozzuoli, per esempio, ha appena dimostra che i globuli rossi possono essere considerati delle microscopiche lenti, al servizio della medicina.

L’interessante ricerca effettuata in collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia a Napoli, pubblicata sulla rivista scientficia Nature Communications, precisa che i globuli rossi del plasma hanno “una struttura interna più semplice rispetto alle altre cellule che compongono l’organismo. Essenzialmente sono costituite da un involucro che contiene un liquido al suo interno, con caratteristiche fisico-chimiche omogenee. Per assolvere alla loro funzione devono essere molto elastiche, così da attraversare vasi sanguigni e capillari”. E sono queste le caratteristiche che le rendono simili a delle lenti liquide.

Gli studiosi sottolineano che proprietà “magiche” quali “ingrandimento” e “lunghezza focale variabile” si ottengono semplicemente giocando con la curvatura della superficie di ogni singolo globulo rosso: “come un palloncino pieno di liquido che può essere leggermente schiacciato e rilasciato”. La scoperta tutta italiana, potrebbe adesso dare il via a tutta una serie di innovative applicazioni in campo bio-medico, che consentiranno di individuare le patologie del sangue in modo più tempestivo e mettere a fuoco “oggetti” più piccoli all’interno del corpo.

La possibilità di sfruttare i globuli rossi come vere e proprie “lenti d’ingrandimento” è indubbiamente importante sul fronte diagnosi. Il minuzioso comunicato stampa diffuso dal Cnr sottolinea i costi contenuti di questa semplice tecnica bio-medica, che non tira in ballo strumenti all’avanguardia gestiti esclusivamente da personale specializzato: caratteristiche che risultano ideali soprattutto per le analisi da effettuare nei paesi in via di sviluppo.