Realizzato un nuovo software per evitare errori di metodo sui dati relativi alle situazioni climatiche e meteorologiche. Il software potrebbe contribuire ad arginare la critica che viene spesso mossa a queste metodologie e cioè che le correzioni dei dati portino a una sovrastima del riscaldamento globale. Il software è stato messo a punto da un maxi-team di ricercatori dei 27 paesi dell’Ue e di Usa, Australia e Andorra.
Ad annunciare la scoperta è il Consiglio Nazionale delle Ricerche che fa parte del gruppo di ricerca della Cost Action ‘Home’ attraverso l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima Isac-Cnr di Bologna. La ricerca è stata appena pubblicata sulla rivista scientifica ‘Climate of the Past’.

GLI ERRORI SULLE PREVISIONI
“I dati registrati presso le stazioni meteorologiche -spiega il Cnr- sono in genere affetti da errori dovuti a cause tecniche: spostamenti delle stazioni, sostituzione della strumentazione o variazioni degli orari di osservazione”.
“Per questo motivo -prosegue l’Ente di ricerca- gli studiosi ‘ripuliscono’ le serie meteorologiche attraverso una ‘omogeneizzazione’ dei dati. La Cost Action ‘Home’ ha quindi studiato le performance dei vari metodi di ‘omogeneizzazione’ ed ha realizzato un software basato sui metodi che hanno dato i risultati migliori.

COME ELABORARE DATI ATTENDIBILI?
“Abbiamo effettuato dei test su dati climatici artificiali che ‘imitano’ i networks climatici e i loro errori con un realismo senza precedenti. Il vantaggio di questo tipo di dati sta nel fatto che sia gli elementi di origine non-climatica inseriti in alcune stazioni sia il trend (positivo, negativo o nullo) dei dati, una volta corretti, sono noti solo a chi li ha creati” afferma Michele Brunetti dell’Isac-Cnr.
“Si è trattato insomma -prosegue- di test ciechi, in cui i ricercatori che hanno creato i dati e quelli che li hanno ‘omogeneizzati’ appartenevano a due gruppi distinti: siamo certi quindi che i risultati ottenuti rappresentino una valutazione oggettiva dei vari algoritmi di omogeneizzazione”.

LE METODOLOGIE E I LORO PUNTI DEBOLI
E, riguardo la critica che viene spesso mossa a queste metodologie, e cioè che le correzioni dei dati portino a una sovrastima del riscaldamento globale, Brunetti taglia corto: “I risultati ottenuti dai test mostrano invece il contrario: l’omogeneizzazione migliora la qualità delle stime dei trend che, se stimati sui dati omogeneizzati, sono più vicini all’andamento reale”. Così, sulla scorta di questo studio, è stato messo a punto il software innovativo.

COSA FA IL NUOVO SOFTWARE
“Il nuovo programma, basato sui metodi che hanno dato i risultati migliori, è già accessibile ai ricercatori che -afferma ancora Brunetti- potranno usarlo per correggere i dati delle serie storiche e realizzare studi climatici più precisi”.
“Inoltre, l’esperienza maturata nella Cost Action Home -conclude il ricercatore dell’Isac-Cnr- sarà sfruttata nell’ambito della ‘International Surface Temperature Initiative’ che sta lavorando per creare un data set globale delle temperature disponibile a tutti e, soprattutto, trasparente, dalla scansione degli annali originali fino al dato finale, ripulito e pronto per l’analisi climatica”.