Tra il 2015 e il 2035 si stima che nell’Unione Europea i casi di ictus aumenteranno del 34% e che, entro il 2035, ci sarà una crescita del 45% dei casi di morte per ictus. Dati che non sono per nulla incoraggianti e che vengono monitorati dall’Osservatorio Ictus Italia il quale ha deciso di rilanciare l’Action Plan europeo.

L’Action Plan for Stroke in Europe 2018-2030 è un documento promosso dall’ESO e dal SAFE che riunisce tutte le associazioni di pazienti del nostro continente. Un documento che si pone quattro obiettivi prioritari: la riduzione dei casi di ictus del 10%; la trattazione del 90% delle persone colpite da ictus all’interno delle Stroke Unit; l’adozione di piani nazionali che coprano l’intera catena di cura, dalla prevenzione primaria fino alla vita dopo l’ictus. Infine l’implementazione di strategie nazionali per interventi multisettoriali di sanità pubblica allo scopo di promuovere uno stile di vita sano, riducendo ad esempio i fattori ambientali – come l’inquinamento atmosferico – ma anche quelli socio-economici ed educativi che aumentano, di fatto, il rischio di ictus.

Obiettivi da raggiungere entro il 2030. I numeri parlano chiaro: 80 milioni sono le persone colpite da ictus nel mondo di cui 50 milioni vivono con disabilità permanente.

L’Action Plan for Stroke in Europe è il frutto del lavoro di 70 esperti coordinati dal prof. Bo Norrving, neurologo di fama mondiale.