Per più di 30 anni, Jaday Payeng ha vissuto nella provincia indiana di Assam, alla periferia di una foresta di 1360 acri che comprende migliaia di alberi… che Payeng ha piantato da solo. Che cosa ha portato Jaday Payeng a fare della sua vita una missione per piantare gli alberi?

Nel 1978, quando Payeng aveva solo 16 anni, trovò alcuni serpenti che erano stati trascinati sulla spiaggia a causa di un’inondazione. I serpenti morirono poco dopo, principalmente per il fatto che non avevano la protezione degli alberi ed erano facile preda di altri animali. “Quando li trovai morti, mi sedetti e piansi sui loro cadaveri,” racconta Jaday Payeng in un’intervista al Times of India.

Quando chiese al dipartimento forestale della sua pronvincia di aiutarlo a piantare degli alberi, gli fu risposto che niente sarebbe cresciuto in un terreno sabbioso come quello. E fu così che Jaday Payeng decise di dimostrar loro che avevano torto. E ce l’ha fatta. La dimostrazione, oggi, sta davanti agli occhi di tutti.
La storia di Payeng non solo ci insegna che da un sentimento – anche se possiamo considerarlo naif – di pietà ed empatia per degli animali, possono nascere grandi cose. E che un sogno, se lo si vuole davvero, può diventare realtà.