Nei paesi del mondo occidentale spesso si sente parlare dell’abbassamento dell’età in cui i giovani approcciano per la prima vota al sesso.

Complice l’abbattimento delle barriere e dei tabù, i nostri ragazzi si avvicinano al sesso sempre più in tenera età, ma questo si rivela non essere un bene.

A dirlo è una ricerca condotta dall’Università di Ottawa dell’Ontario (Canada) su 475 giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni, pubblicata sull’autorevole “journal of Sex Research”.

La ricerca ha dimostrato che i ragazzi hanno la loro prima volta in una età compresa tra i 14 e i 20 anni, con una media, per entrambi i sessi, di 17 anni. Le indagini condotte sul campione hanno dimostrato che il sesso fatto per la prima volta in età molto giovane o in età troppo tarda è fonte di insoddisfazione.

Chi si avvicina al sesso troppo presto sviluppa, tendenzialmente, dei sentimenti negativi e di ansia verso questa attività, mentre chi lo fa per la prima volta troppo tardi è soggetto ad una minore soddisfazione negli anni a venire.

Le reazioni future al sesso dipendono anche dalla persona con cui avviene la prima volta: chi lo fa con un partner abituale si mostra più soddisfatto, anche se sempre in modo minore rispetto alle aspettative (soprattutto femminili), mentre chi lo fa con un partner occasionale ha meno probabilità di raggiungere la piena soddisfazione.