Sarebbero circa 36 mila gli studenti italiani che hanno provato, almeno una volta nella vita, eroina e altri oppiacei. L’1,2% di loro è schiavo delle droghe pesanti secondo quanto è emerso dallo studio della European school survey on alcohol and other drugs, realizzato dal Reparto di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (GUARDA QUI GLI EFFETTI DEL KROKODIL).

L’indagine ha coinvolto 45 mila studenti delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutt’Italia. Per quanto riguarda il consumo di cocaina, aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, risulta che il 2,8% dei ragazzi hanno assunto cocaina almeno una volta nell’ultimo anno e 18.500 studenti ammettono di farne uso molto di frequente. Per quanto concerne la cannabis, invece, il suo consumo tra i giovani ha ripreso a crescere: sarebbero circa 75 mila, infatti, gli studenti che l’hanno consumata quasi quotidianamente (LE DROGHE PROVOCANO LA STERILITA’, SCOPRI QUI PERCHE’).

Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr spiega che “l’aumento del consumo di cannabis tra i giovani si conferma anche nei primi risultati preliminari del nostro studio Ipsad sulla popolazione generale (15-74 anni) che rileva un leggero incremento della prevalenza di consumatori occasionali (una o più volte l’anno) di cannabis a fronte di un sensibile aumento dei consumatori frequenti (20 o più volte al mese)”.

Il Dipartimento Politiche Antidroga tiene a precisare che i dati divulgati dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) confermano in linea di massima quanto già riscontrato dall’indagine eseguita dal DPA nel corso del primo semestre 2013 e i dati presentati nella Relazione al Parlamento di Giugno sul consumo di sostanze psicotrope tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che hanno evidenziato un aumento dei consumi delle principali sostanze.

Giovanni Serpelloni, capo del DPA ha precisato che “tali variazioni devono farci riflettere sulla necessità di adottare nuove forme di prevenzione ancora più precoce e più selettiva per ogni dipendenza, incluso il gioco d’azzardo patologico. La priorità ancora una volta è prevenire precocemente il consumo soprattutto negli adolescenti sviluppando una maggior percezione del rischio legato all’uso di queste droghe e la consapevolezza delle necessità e dell’opportunità di adottare modelli comportamentali ben orientati a stili di vita sani. A questo proposito vogliamo ribadire ancora una volta che  sarebbe necessario un aumento degli interventi di prevenzione eseguiti dalle Regioni soprattutto nel settore scolastico e familiare”.

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