Si festeggia quest’oggi, 21 marzo, la Giornata Mondiale della Sindrome di Down, organizzata ogni anno dal Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down (CoorDown), promotrice anche della Campagna internazionale “Dear Future Mom“, sul diritto alla felicità e alla salute di tutte le persone affette dalla Trisomia 21 (ne avevamo parlato qui).

La malattia prende il nome da John Langdon Down, medico inglese che descrisse la condizione nel 1866. E’ stata identificata come una trisomia del cromosoma 21 da Jérôme Lejeune nel 1959 e può essere identificata in un bambino al momento della nascita o anche prima della nascita con lo screening prenatale. Le gravidanze con questa diagnosi sono spesso terminate.

Lo statunitense Centers for Disease Control and Prevention stima che circa uno ogni 691 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno nasce con la sindrome di Down.

Il messaggio che si vuole trasmettere con questa giornata è decisamente importante: tutti possono godere della propria vita, la Sindrome di Down non vieta a nessuno di esser sereni, viaggiare, lavorare, conoscere il mondo e persino poter vivere da soli. Diffondere la cultura della diversità, è questo l’obiettivo (leggi qui, ad esempio, la storia del baby modello Seb).