Come ogni anno che si rispetti, il 31 maggio si celebra la Giornata Mondiale senza tabacco: una ricorrenza indetta nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità volta a sensibilizzare il mondo intero – e in maniera particolare i tabagisti incalliti – riguardo i rischi legati al fumo, incoraggiando le persone a evitare di fumare sigarette per almeno 24 ore invitandole poi a smettere di farlo definitivamente.

Al centro dell’edizione di quest’anno è il commercio illecito di sigarette e di altri prodotti da tabacco, per questo motivo il titolo è “Stop illicit trade of tobacco”, “Stop al mercato illecito dei prodotti del tabacco”. Una ogni dieci sigarette consumate – e molti altri prodotti del tabacco – risultano essere illegali: così facendo il commercio illecito di questi prodotti risulta essere tra le principali preoccupazioni a livello mondiale per una serie di fattori tra cui la salute, l’economia e soprattutto la corruzione.

Le iniziative sul suolo italiano

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco anche l’Italia propone una serie di iniziative su tutto il territorio, partendo dalle associazioni come la Lega italiana per la lotta contro i tumori (LILT) che sostiene e diffonde l’importante ricorrenza. A Parma, insieme all’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda Usl hanno organizzato una serie di iniziative per sensibilizzare i cittadini il 30 maggio presso i Portici del Grano con test gratuiti di ossigenazione del sangue e di rilevazione del monossido di carbonio.

Sempre LILT, questa volta a Trieste, in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze e il Centro Cardio Vascolare dell’Azienda per l’Assistenza  Sanitaria n.1 Triestina e con il patrocinio del Comune di Trieste, il 29 e 30 maggio dalle 9:30 alle 13:30 sarà sempre possibile misurare la propria percentuale di monossido di carbonio e la pressione arteriosa presso il banchetto allestito in largo Barriera, dove saranno forniti gadget e materiale informativo.

Lo stesso succederà anche a Cagliari dove sarà organizzata un’iniziativa non solo di informazione e di educazione al fumo, ma anche di screening. Presso il Centro Commerciale della Galleria Auchan di Santa Gilla venerdì 29 maggio la Ser.D della ASL di Cagliari si è messa a disposizione in maniera gratuita per la misurazione del monossido di carbonio espirato, con la distribuzione di materiale informativo e con la possibilità di fare un colloquio riguardo ai propri problemi legati al fumo.

Il 31 maggio la LILT sarà anche in piazza a Bergamo dove, insieme all’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII ha organizzato un gazebo informativo con la possibilità di svolgere test per la misurazione del monossido di carbonio in Hospital Street, vicino all’ingresso Est, dalle 10:00 alle 14:00.

In vista di una giornata così importante non poteva non mobilitarsi anche il Ministero della Salute che il 29 maggio organizza il “XVII Convegno nazionale tabagismo e servizio sanitario nazionale” al quale sarà presente, oltre al Ministero, anche l’Istituto superiore di sanità (ISS), l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e la Società italiana di tabaccologia (SITAB). Il convegno si svolgerà presso l’aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità

Secondo quanto rivelato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha presentato il nuovo rapporto proprio in occasione della ricorrenza, rispetto al 2014 il numero di fumatori in Italia è rimasto praticamente invariato e pari a 10,9 milioni di persone, circa il 20,8% della popolazione.

Secondo quanto dichiarato dal commissario dell’ISS “Il dato oramai consolidato è che la prevalenza di fumatori in Italia da 8 anni a questa parte rimane pressoché invariata”. Ciò che stupisce, tuttavia, è che ancora uno sportivo su dieci fumi ancora.

A rimanere costante è anche l’età media della popolazione tabagista, pari a circa 44 anni, proprio come l’età media in cui si accende la prima sigaretta (17,9 anni) e quella in cui, invece, si smette (42 anni) per motivi legati alla salute – come la gravidanza per le donne – o economici. “Questo – spiega il Direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS Roberta Pacifici  - significa che tanti giovani iniziano a fumare quanti adulti smettono, un chiaro segnale che le strategie di intervento sulla prevenzione nei giovani e di cessazione vanno ripensate”.

Un ulteriore analisi ha dimostrato che a fumare in prevalenza siano ancora gli uomini, rispetto al sesso femminile: tra i 25 e 44 anni, infatti, è emerso che il 30,7% sarebbero uomini mentre il 22,4% donne. Per quanto riguarda la quantità bionde fumate al giorno, il 75% dei tabagisti arriva a 10 e solo il 16,7% fino a 9.

Il 73,0% dei fumatori avrebbe iniziato a fumare tra i 15 e i 20 anni mentre il 12,9% addirittura prima dei 15 anni. Il 17% dei fumatori sceglie invece di farsi le sigarette a mano piuttosto che acquistarle già pronte.