Mercoledì 31 maggio 2017 si celebra la Giornata Mondiale Senza Tabacco, un’iniziativa che mira ad informare e sensibilizzare su quanto sia importante smettere di fumare, sia per la propria salute sia per quella degli altri. A tal proposito, in Italia la Giornata Mondiale Senza Tabacco sarà occasione per allestire una serie di banchetti in tutta Italia che avranno il compito di diffondere materiale informativo e soprattutto di far conoscere il numero verde ISS-OFAD 800-554088 (ossia dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga). I fumatori saranno invitati a misurar il monossido di carbonio espirato a causa delle sigarette e verranno informati sulla possibilità di poter accedere ai Centri Tabagismo che hanno ottenuto il riconoscimento da parte del Ministero della Salute. Saranno organizzate molte altre iniziative in tutte le piazza d’Italia.

L’impegno contro il fumo, che sarà adeguatamente promosso nel corso della Giornata Mondiale Senza Tabacco, risulta particolarmente importante, se non altro per i numeri che riguardano i fumatori. Si stima infatti, secondo fonti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che il fumo faccia almeno sei milioni di vittime all’anno, di queste seicentocinquantamila in Europa. Per quanto riguarda l’Italia, si stima che il fumo uccida almeno ottantamila persone ogni anno e che sia almeno il 21 per cento della popolazione nazionale a fumare. Dati allarmanti anche per i più giovani: almeno sette ragazzi su dieci avrebbe fumato la prima sigaretta ancor prima di aver compiuto i diciotto anni.

In tal senso appare assolutamente necessario fare prevenzione, in modo tale da scongiurare la possibilità che nel 2030 il numero di coloro che perdono la vita a causa del fumo possa salire al numero di otto milioni di vittime all’anno. Importante fare campagne informative soprattutto nei Paesi a basso e a medio reddito perché l’80 per cento delle vittime del fumo, si stima, vivono proprio lì.

Aver vietato il fumo in molti luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro è stato certamente un primo passo importante per ridurre l’incidenza del fumo ma a quanto pare misura non del tutto sufficiente. In Italia, in particolare, tali misure non sembrano aver sortito effetti incisivi: si stima infatti che nel corso degli ultimi anni il consumo di tabacco si sia mantenuto del tutto stabile, soprattutto nelle fasce d’età dei più giovani.