Diventare vegetariani non è più solo una scelta di stile alimentare e nemmeno una moda: presto potrebbe diventare una necessità. E’ questo il messaggio che viene lanciato in occasione del World Free Meat Day, la Giornata mondiale senza carne, intesa a sensibilizzare le persone sui pericoli che possono derivare dal consumo di carne. Non si tratta, come detto, di un rigurgito animalista, ma di un problema concreto: come dichiarano gli organizzatori, le stime indicano un aumento del 30% della popolazione mondiale entro il 2050, quando si toccheranno i 9 miliardi di persone sul pianeta, e se l’uomo “non modificherà le sue abitudini alimentari la produzione di carne dovrebbe raggiungere 200 milioni di tonnellate“. Una quantità insostenibile.

Come si legge sul sito del World Free Meat Day, una famiglia di quattro persone, rinunciando alla carne, risparmia la quantità di acqua necessaria alla sopravvivenza di una persona per oltre un mese e la stessa quantità di carbonio che sarebbe prodotta da una lampadina lasciata accesa per 16 giorni. Una sola persona che rinuncia a un pasto a base di carne, invece, risparmia acqua sufficiente per l’uso quotidiano di 9 persone e l’emissione di CO2 prodotta da una teiera fatta bollire 388 volte. O ancora, una classe di 30 alunni, dicendo no al consumo di carne, consentirebbe di risparmiare il quantitativo d’acqua che servirebbe a ognuno di loro per una settimana, e la quantità di energia utile a tenere acceso un televisore per 137 ore consecutive.

Fortunatamente, come suggerisce un rapporto della società Plate for the Planet, effettuato sulla popolazione del Regno Unito in occasione della Giornata mondiale senza carne, le nuove generazioni sembrano essere più attente e responsabili per ciò che riguarda le loro scelte alimentari. I ragazzi fra 16 e 24 anni, infatti, sempre più spesso prediligono alternative alla carne o prodotti da filiere più sostenibili. E lo fanno sia per questioni di salute – nel 2015 l’Oms ha inserito le carni rosse e lavorate nel gruppo delle sostanze cancerogene – ma anche per salvaguardare l’ambiente.