Inizia oggi la Giornata Mondiale della Malaria che vede in primo piano l’impegno di Medici Senza Frontiere nei paesi del terzo mondo (se vuoi scoprire le altre iniziative clicca qui). Si tratta, infatti, di una malattia che colpisce 660.000 persone l’anno, il 90% in Africa. In queste zone, in particolare in Niger, MSF ha portato avanti una campagna di prevenzione denominata SMC (chemioprofilassi antimalarica stagionale) che ha ridotto i casi di contagio dell’83%.

La SMC è stata utilizzata per la prima volta nel 2013, diventando poi, visto il successo, pilastro del Programma Nazionale contro la Malaria. Il trattamento, che era parte di una campagna di prevenzione farmacologica stagionale, non è una soluzione al problema che colpisce con maggior durezza i bambini, dice Severine Ramon, vice responsabile del programma MSF in Niger, e aggiunge:

“Come è stato fatto nel 2013, approfitteremo di questa campagna di massa per prevenire e occuparci in modo precoce dei bambini molto malnutriti, così come dei casi di malaria accertati. Questo permette di rafforzare l’impatto della SMC sulla salute dei bambini piccoli.”

Sebbene, dunque, la SMC sia nata per una cura stagionale e non possa sopperire alla natura endemica della malattia, è uno strumento importante e la sua profilassi, fa notare MSF, è tanto più efficace quanto più è coadiuvata dalla lotta alla malnutrizione infantile e da altre misure preventive quali l’utilizzo di zanzariere e la disinfestazione dei centri abitati.

Foto by Medici Senza Frontiere