Il 3 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti delle persone con disabilità, occasione in più per rimettere al centro della discussione la disabilità nei suoi molteplici aspetti e per rilanciare il tema della cultura accessibile, con lo slogan “Il divertimento, un diritto di tutti”, così come sancito dall’articolo 30 della convenzione ONU sui diritti dei disabili.

In Italia, lo slogan adottato per questa giornata è significativo: “Tutti diversi… Tutti protagonisti. Rompi le barriere ed apri le porte; per realizzare una società inclusiva per tutti!”, che vuol mettere in risalto l’interdipendenza tra i diritti delle persone con disabilità e lo sviluppo della società.

Oltre 1 miliardo in tutto il mondo (15% della popolazione) sono le persone che presentano disabilità; 3 milioni in Italia (4,8%) gli italiani: persone che cercano di vivere la propria esistenza combattendo centinaia di ostacoli fisici e mentali, spesso senza alcun supporto da parte dello Stato.

Nelle nostre scuole, ad esempio, l’Istat secondo dati relativi all’anno scolastico 2011-2012, palesa ancora la carenza di interventi adeguati. In “L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado statali e non statali. Anno scolastico 2011-2012” (Istat 2013) viene registrato che circa il 9% delle famiglie con alunni con disabilità ha presentato ricorso al Tribunale civile o amministrativo per ottenere un aumento delle ore di sostegno e che nel Mezzogiorno gli alunni con disabilità risultano più svantaggiati. Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado la quota di famiglie meridionali che ha fatto ricorso per le ore di sostegno è circa il doppio rispetto a quella del Nord (nella scuola primaria rispettivamente 12,7% e 6%; nella scuola secondaria di primo grado rispettivamente 11,5% e 4,3%).