Si celebra oggi, in tutto il mondo, la Giornata contro l’AIDS, dedicata ad accrescere la conoscenza dell’epidemia dovuta alla diffusione del virus HIV. Dal 1981 l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle malattie più distruttive che la storia ricordi.

Per quanto, in tempi recenti, l’accesso alle terapie e ai farmaci antiretrovirali sia migliorato in molte regioni del mondo, l’epidemia continua a mietere milioni di vittime ogni anno. In Italia, in particolare, i casi di trasmissione dell’Hiv, attribuibili a trasmissione eterosessuale, sono aumentati dall’1,7% del 1985 al 42,7% del 2012. Circa il 60 per cento delle persone che ricevono una diagnosi di Hiv sono “late presenters“, ovvero hanno contratto l’infezione diverso tempo prima e presentano già uno stato di salute compromesso.

Il rapporto sessuale non protetto è poco percepito come rischioso: il primo motivo dichiarato per cui le persone fanno il test Hiv è infatti l’insorgenza di sintomi di patologie correlate al virus, e non l’aver avuto comportamenti a rischio. (Fonte: ultimo Bollettino COA/ISS 2013)

Un quadro preoccupante se si pensa che l’Italia resta agli ultimi posti in Europa nell’uso del preservativo, per non parlare del femidom. “In questo contesto – spiega la Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids – a essere maggiormente a rischio sono proprio le donne, per una serie di fattori sociali, culturali e biologici”.

Proprio la Lila, dal 18 novembre scorso e fino all’8 dicembre, ha lanciato il “Progetto Donna – Prevenzione al Femminile” che è possibile sostenere inviando un messaggio, da telefono mobile e fisso, al numero 45505.

Con quanto raccolto La Lila produrrà interventi per le donne italiane e straniere, tra i quali linee telefoniche dedicate, sportelli di ascolto nelle sedi locali, produzione e diffusione di materiali informativi.