Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, una patologia neurodenegerativa che sta crescendo sempre di più tra la popolazione globale e che si sta trasformando via via in un’emergenza sempre più pressante. Cure non ne esistono e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già previsto che da qui a vent’anni i casi potrebbero addirittura raddoppiare.

In Italia i malati che devono vedersela col morbo di Alzheimer sono più di 700 mila. Al momento, non esistendo una cura contro di esso, la medicina si concentra soprattutto nella prevenzione della malattia. Si tratta di una prevenzione che si basa soprattutto su un corretto stile di vita che consenta di mantenere giovani il più possibile le cellule e che permetta di non provocarne la distruzione precoce.

La lotta al morbo di Alzheimer e ai suoi effetti, che sono anche economici e sociali, sono globali. Il G8 che si è tenuto a Londra, ad esempio, aveva ricordato a tutti i Paesi del mondo di cercare di mettere in pratica strategie che potessero arginare l’emergenza e nel contempo potessero favorire la ricerca scientifica, al fine di trovare soluzioni efficaci.

Quello su cui punterebbero i medici di tutto il mondo sarebbe la prevenzione appunto. Sembra infatti che essa giochi un ruolo fondamentale, anche perché il morbo di Alzheimer non è patologia che si sviluppa in un breve arco temporale, anzi, tutt’altro. Le origini della patologia vera e propria inizierebbero anni prima solo che esse sono silenti e quindi quando la patologia viene diagnosticata è già troppo tardi.