Domani, 24 Aprile 2013, sarà la Giornata Internazionale per gli Animali da Laboratorio, una ricorrenza in cui non c’è davvero nulla da festeggiare: nel mondo un numero compreso tra i 300 e 400 milioni di animali, ogni anno, subisce esperimenti di ogni tipo. Eppure se ne parla poco, troppo poco, perché certe immagini creano repulsione e disgusto, e in molti preferiscono far finta che questa non sia la realtà che quotidianamente questo popolo inerme vive. Un girone dantesco che non dovrebbe esistere, soprattutto in nome di una scienza che pretende di curare alcune animali (noi) con la sofferenza di altri animali (loro).

Una sofferenza che dura da tantissimo tempo. Basti pensare che si trovano testimonianze di questa sofferenza in persone sensibili al problema da sempre. Eccone una, che la dice lunga sui “progressi” che la scienza farebbe con la sperimentazione animale (ricordiamo che oggi la sperimentazione animale viene largamente usata nell’industria cosmetica e nell’industria che non in medicina, servendo dunque solo logiche di profitto e non certamente quelle del “bene comune”)…

Non sono contrario al progresso della scienza in quanto tale, al contrario, guardo con ammirazione allo spirito scientifico dell’Occidente e se questa ammirazione ha delle riserve è perché lo scienziato dell’Occidente non ha alcun riguardo per le creature più umili di Dio: io aborrisco la vivisezione con tutta l’anima. Detesto l’imperdonabile massacro nel nome della scienza e della cosiddetta umanità e considero tutte le scoperte scientifiche che si macchiano di sangue prive di valore. E credo con chiarezza che spunterà un giorno in cui lo scienziato onesto dell’Occidente porrà dei limiti ai metodi attuali di perseguimento della conoscenza. Verranno approntate misure che terranno conto non solamente della famiglia umana, ma di ogni creatura vivente.

[Mohandas Karamchand Gandhi, 1869-1948]

Eccone un’altra, coeva alla precedente, sulla non-vita animale:

Nel laboratorio dove mi conduce il dottor Moser, il gentile direttore del mattatoio, conigli e lepri vivono in condizioni idilliache. Anche se a queste cavie, però, non è dato di godere di una vita tranquilla. Il dottor Hannenberg preleva loro il sangue per ricavare il siero grazie al quale si può testare la composizione delle salsicce. I manzi li si uccide. I conigli li si lascia vivere, e l’uomo – signore macellante della creazione – rimane senso e scopo di ogni vita animale“.

[Joseph Roth, 1824-1939]

Fare qualcosa per questi animali si può: firmate le petizioni per abolire la vivisezione e la sperimentazione animale in Italia.

Ecco i link ad alcune delle campagne attualmente attive:

Se ne conoscete altre, postate il link nei commenti, in modo che tutti i lettori possano firmarle. E, quando comprate i vostri cosmetici o prodotti per la pulizia, ricordatevi di controllare che siano cruelty free e non testati sugli animali. Perché per voi la differenza è minima, per loro, invece, è enorme. Affinché questa ricorrenza non si debba mai più ricordare…