Se ne avete uno in casa, sarete ormai stregati da lui, dai suoi imperdonabili vizi, dalle sue insopportabili abitudini, dal suo fare un po’ snob, dal suo egocentrismo caparbio, ma soprattutto dal suo affetto e dalla sua bellezza, a cui non volete proprio rinunciare. Se avete un po’ presente il celebre gatto delle vignette animate di Simon’s Cat sapete di che parlo…

Ebbene. Domani, 17 febbraio, avete un motivo per dare al vostro baffuto e peloso amico qualche dose extra di coccole e crocchini, ma soprattutto per conoscere qualcosa di più su di lui, sul suo modo di comunicare, sulle sue irresistibili manie, sui suoi bisogni: ogni anno il 17 febbraio si celebra la Giornata Internazionale del Gatto, una ricorrenza fissa nata appositamente per festeggiare questo celebre e straordinario felino.

QUALCHE IDEA PER FESTEGGIARE

Un’idea simpatica viene da Facebook, dove una pagina apposita (qui: http://www.facebook.com/events/261327141732/) è stata creata per l’evento e chiunque può caricare la foto del proprio amico peloso per dargli qualche attimo di celebrità e condividere con gli altri umani legati ai felini commenti e aneddoti.

In molti comuni d’Italia, poi, si festeggerà questa ricorrenza con eventi di ogni tipo: mostre, spazi per i bambini con i loro animali, iniziative a favore dei gattili e altro ancora. Cito, tra le tante, il comune di Eboli, che alle 18.30, nel centro espositivo EbArt di via Arco dei Tredici n. 2, celebrerà la XXIII Giornata Internazionale del Gatto con la manifestazione “Clik – Cat – Art”. Parteciperanno anche le associazioni “Bimbi in Fabula” ; “Brucaliffo Giramondo”; “Il mondo a colori” ed “Intermediando… cultura e dintorni“ che presenteranno “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” di Luis Sepùlveda e cureranno un momento ludico-artistico dedicato ai bambini.

Un’altra idea carina è quella di controllare gli eventi nelle librerie e nelle biblioteche: facilmente troverete qualche presentazione di libri dedicate proprio ai gatti (lo scorso anno vi avevo consigliato il Gatto Bagascio della Gox Edizioni). Vi segnalo invece quest’anno quella di “Confessioni di un gatto killer”, di Anne Fine, alla libreria Namanstè di Tortona (AL) in via Sarina n. 31 (tel. 0131/813174): potrete così conoscere la storia del gatto Tuffy, più scaltro del Gatto con gli stivali, più insolente di Garfield, più pasticcione di Gatto Silvestro, più geniale di Doraemon… a presentare il protagonista peloso del libro sarà colui che lo ha rappresentato nelle sue pagine, l’illustratore Andrea Musso, che, in occasione della Festa del Gatto, terrà un laboratorio di disegno.

MA C’E’ ANCHE A CHI NON PIACE…

Nel cercare informazioni sugli eventi di domani dedicati ai felini domestici, mi sono anche imbattiva in un’invettiva di Giulia Blasi del 30 aprile 2012 su Vogue, nella quale dice che insomma sì, festeggiare pure i gatti è davvero troppo, pensiamo solo alle cose importanti come la fame nel mondo, i diritti delle donne et similia…

Al di là che qualsiasi spunto è buono per imparare qualche cosa (magari come capire e trattare meglio gli animali), vien da chiedersi che fastidio s’arreca a far felici un po’ di bestioline con qualche carezza in più, ma soprattutto ad educare i bambini ad avere più rispetto per loro, in modo che da adulti non perpetuino quel che abbiam già fatto sin qui.

A questo proposito (anche per ridare drammaticità alla giornata così da spiegarne meglio il senso forse oscuro del rispetto universale verso gli esseri viventi) vi cito un breve estratto da un interessante libro di Ikhwan al-Safa’ (La Confraternita dei Puri, X secolo) che mi ha particolarmente colpita: si intitola “La causa intentata dagli animali contro l’uomo davanti al principe degli Spiriti” (nella copertina sotto, il titolo inglese):

Noi eravamo completamente impegnati a badare ai nostri piccoli con tutto il buon cibo e la buona acqua che Dio ci ha assegnato, sicuri e indisturbati nelle nostre terre.

Dio ha creato Adamo e ne ha fatto il suo delegato in terra. La sua discendenza usurpò le nostre terre ancestrali. catturarono pecore, mucche, cavalli, muli e asini e li schiavizzarono. Ci hanno obbligato con la forza in queste condizioni, con la tortura e i castighi per tutta la nostra vita.

Alcuni di noi fuggirono nel deserto, nelle terre desolate o in cima alle montagne, ma i figli di Adamo continuarono a inseguirci. Chiunque cadeva nelle loro mani era finito, soggiogato, incatenato. Lo massacravano e lo scorticavano, lo mettevano sul fuoco per cucinarlo.

Nonostante queste crudeltà, i figli di Adamo non pensano di averci già fatto soffrire abbastanza e sostengono che questo è un loro diritto inviolabile, che sono i nostri padroni e noi i loro schiavi, e tutto ciò senza alcuna ragione o spiegazione se non quella che sono più forti.

Per me, qualunque giornata sia dedicata a un animale, merita di essere celebrata.