Il ginkgo (Ginkgo biloba) è una pianta appartenente alla famiglia delle Ginkgoaceae. Alto fino a 40 metri,  l’albero presenta chioma ampia, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. La corteccia è liscia e varia dal color argento degli alberi giovani, fino al marrone scuro di quelli maturi. Le foglie, decidue e picciolate, sono di colore verde chiaro, ma in autunno si tingono di un giallo molto intenso, rendendo la pianta particolarmente decorativa.

Oltre ad essere considerato l’albero più vecchio presente sulla faccia della Terra (è comparso circa 200 milioni di anni fa), il ginkgo è anche uno dei più longevi ed in Giappone è considerato albero sacro, spesso presente nelle vicinanze dei templi. Oggi la pianta è diffusa un po’ ovunque nelle aree temperate ed è molto apprezzata come ornamentale per parchi e giardini. Le sue proprietà fitoterapiche sono note da millenni, ma in occidente hanno acquisito popolarità solo negli ultimi anni. Le parti utilizzate a tale scopo sono le foglie, ricche di flavonoidi, derivati terpenici e acidi ginkgolici.

Nei Paesi occidentali, il ginkgo viene commercializzato sottoforma di gocce, capsule o compresse.

Ginkgo Biloba: proprietà ed utilizzi

I suoi principi attivi ne fanno uno dei rimedi naturali più indicati per migliorare la circolazione, sia centrale che periferica. L’azione principale del ginkgo è infatti quella di contrastare l’aggregazione piastrinica e la formazione di coaguli sanguigni, aiutando così a ridurre il rischio cardiovascolare.

I flavonoidi contenuti nelle foglie del ginkgo neutralizzano poi i radicali liberi, considerati una delle maggiori cause nei processi di invecchiamento e deterioramento cellulare. Antiossidante e antinfiammatorio naturale, il ginkgo esercita un’azione positiva a livello della rete capillare, diminuendo la permeabilità ed aumentando il tono della parete vasale. Le foglie di ginkgo ed i loro estratti sono quindi frequentemente impiegati nel trattamento dei disturbi della circolazione periferica come varici, vene varicose, cellulite e ritenzione idrica. Favorendo l’aumento della circolazione sanguigna a livello cerebrale, sono inoltre consigliati agli studenti per potenziare la memoria (con effetti positivi sull’apprendimento) e negli anziani, per prevenire l’aterosclerosi e rallentare la progressione del morbo di Alzheimer e della demenza senile.

La proprietà antiaggregante piastrinica del ginkgolide B (antagonista del PAF) rende inoltre la pianta particolarmente adatta per evitare il rigetto post-trapiantato e utile per prevenire emboli, trombi, infarto ed ictus. Il PAF è tuttavia anche un mediatore della broncocostrizione e ciò spiega il tradizionale impiego del ginkgo biloba nel trattamento delle forme asmatiformi e delle allergie.

Favorendo una circolazione periferica più efficiente, il ginkgo è poi impiegato nel trattamento dei geloni e in casi di tinnito (ronzio alle orecchie), vertigini, gonfiore e dolori intermittenti alle gambe e mal di testa. E’ infine consigliato nel trattamento delle neuropatie causate dal diabete, nelle degenerazioni maculari della retina e altri problemi circolatori, come emorroidi e fragilità capillare.

Ginkgo Biloba: controidicazioni

L’ingestione accidentale di semi e frutti provoca reazioni allergiche, disturbi dell’apparato digerente, respiratorio e circolatorio. I semi, in modo particolare, possono provocare gravi intossicazioni alimentari, con comparsa di convulsioni e perdita di coscienza, fino a risultare addirittura mortali.

Per quanto riguarda invece gli effetti collaterali dei prodotti a base di ginko biloba, questi sono rari e di lieve entità.  A scopo cautelativo ne è comunque sconsigliata l’assunzione in gravidanza, allattamento e in pazienti in cura con farmaci anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici (warfarin, aspirina, aspirinetta e cardioaspirina), inibitori del MAO e FANS.