Negli ultimi anni, sempre più numerose sono le persone che si avvicinano alla filosofia e al giardino zen per ritagliarsi un angolo di pace nel caos della vita quotidiana. Il giardino zen genera infatti calma e serenità, stimola il pensiero introspettivo e allontana stress e nervosismo. I monaci giapponesi conoscevano bene il potente influsso che il giardino zen esercita su corpo e mente e amavano infatti non solo soggiornarvi, ma anche dedicarsi alla sua realizzazione, concentrando le proprie energie su attività semplici, ma creative.

Certo non tutti dispongono di uno spazio esterno sufficientemente grande da ospitare un vero giardino zen, con tutti gli elementi che lo contraddistinguono, tuttavia il principio che vi sta alla base può essere condensato con semplicità ed efficacia nei così detti “giardini zen da tavolo” o “bonseki”. Si tratta di giardini zen in stile Karesansui, le cui dimensioni possono variare da una trentina di centimetri quadrati fino ad un massimo di 200 x 150 centimetri (le dimensioni più comuni si attestano tuttavia intorno ai 60 x 35).

Gli elementi fondamentali del giardini zen da tavolo sono:

  • vassoio: può essere ovale o rettangolare, di dimensioni variabili e generalmente realizzato in legno colorato o naturale (ricordate tuttavia che il giardino zen si base sull’essenzialità, quindi anche i colori devono essere essenziali). Il vassoio rappresenta il recinto del giardino reale, un luogo che si contrappone all’infinito, dove si delimita la propria esperienza e si coltiva l’ordine e la pace interiore.
  • sabbia: finissima e possibilmente bianca, di quarzo; la si trova nei negozi per il fai da te o garden specializzati in bonsai e giardini zen. La sabbia è l’elemento base, su cui si disegna lo scenario che si vuole realizzare utilizzando l’apposito rastrellino.
  • pietre: rigorosamente in numero dispari (3 sono sufficienti), di forme e dimensioni diverse. Possono essere laviche, scure, oppure chiare, marmoree. A seconda della loro forma, vengono suddivise in cinque insiemi abbinati ai 5 elementi: legno (Taido), metallo (Reisho), fuoco (Shigyo), acqua (Shintai) e terra (Kykyaku). La loro disposizione deve seguire i criteri dell’estetica zen.
  • rastrellino: il mezzo attraverso il quale la sabbia viene plasmata.

Sul mercato esistono moltissimi tipi di giardino zen da tavolo, perfetti per ricreare nelle proprie abitazioni le emozioni e le ambientazioni dei grandi giardini giapponesi, tuttavia crearne uno con le proprie mani è semplicissimo e costituisce un’esperienza che certamente contribuirà a raggiungere lo stato di rilassamento.

Si comincia prendendo il contenitore prescelto e riempiendolo di sabbia, a creare uno strato sufficientemente profondo per permettere di movimentarla con l’ausilio del rastrello. Disposta la sabbia sul fondo del contenitore, lo si scuote delicatamente per livellarla (la stessa tecnica si utilizzerà in seguito per cancellare i disegni realizzati sulla sabbia). A questo punto si dispongono le pietre. Si può partire dallo studio dei canoni estetici zen (ne abbiamo parlato qui), o disporle a piacere, ma in maniera tale che richiamino la “casualità” della natura, senza creare raffigurazioni o simmetrie. In ultimo passaggio si procederà quindi a creare le onde sulla sabbia. Rastrellino alla mano, vanno effettuati movimenti circolari e curve morbide, senza mai interrompere il tratto o staccare il rastrello dalla sabbia.

Una piccola pianta, un bonsai o una lanterna (fatta con materiali naturali come bambù e carta di riso) possono completare il nostro angolo zen. La scelta del tipo di vassoio, dei colori e della dimensione generale della composizione dipenderanno dal contesto in cui si desidera inserirla o dal proprio gusto personale. Questa potrà inoltre subire innumerevoli modificazioni del tempo, evolvendosi ed adattandosi ai cambiamenti di gusto e stati d’animo, contribuendo a donarvi quella serenità cui il giardino zen aspira, ma anche a dare un tocco in più all’arredo di casa.