Si intende per tessitura, o granulometria, di un terreno il rapporto percentuale delle diverse particelle solide che lo compongono, considerate per le loro dimensioni. Si distinguono, secondo una convenzione internazionale: lo scheletro, che comprende particelle di diametro superiore a 2mm, e la terra fine, con diametro inferiore. All’interno della terra fine vengono distinte altre classi, con diametri decrescenti: sabbia grossa (da 0,2 a 2mm), sabbia fine (da 0,02 a 0,2mm), limo (da 0,002 a 0,02mm), argilla, con particelle di diametro inferiore a 0,002mm.

LA CLASSIFICAZIONE DEI TERRENI

In relazione alla percentuale dell’uno o dell’altro componente, i terreni vengono classificati in argillosi, limosi, sabbiosi, con definizioni intermedie dovute alla contemporanea presenza, in quantità variabile, di classi di particelle diverse. Più un terreno è sabbioso e più sarà leggero e favorirà il drenaggio delle sostanze liquide, più e argilloso e più sarà pesante, di difficile drenaggio e di difficile lavorazione.

IL TERRENO IDEALE

Il terreno ideale è di medio impasto, con una giusta proporzione tra sabbia, limo e argilla, contenuti, rispettivamente, in percentuali decrescenti: 50-80% di sabbia, 10-15% di limo e 5-10% di argilla. La tessitura più idonea deve, infatti, comprendere sia i granuli rossi, che favoriscono il drenaggio, sia i granellini più piccoli, che permettono anche un minimo assorbimento e mantenimento dell’umidità.