Le bevande col ghiaccio sono apprezzate da molti, soprattutto in estate, quando il caldo e l’arsura richiedono metodi per stemperarli. Il ghiaccio, però, è protagonista in drink e cocktail anche nelle stagioni più fredde e per alcune bevande sono quasi parte essenziale. Ma è proprio il ghiaccio che viene impiegato per la preparazione di tali drink ad essere finito più volte sotto accusa perché i clienti non potrebbero sempre verificarne la genuinità e soprattutto l’incontaminazione dai batteri.

Insomma, si è sempre sicuri che questo ghiaccio sia salutare? E se sì, com’è possibile accertarlo? In realtà, come avrebbe spiegato l’Istituto nazionale ghiaccio alimentare (l’Inga), il ghiaccio italiano sembra essere piuttosto sicuro, anche se i miglioramenti non sono mai troppi. L’attenzione su tale fenomeno è stato riportato ancora in evidenza in seguito ad alcuni controlli che sono stati effettuati nei bar e nei pub della città di Palermo.

Ebbene, secondo quanto risultato dagli accertamenti a campione, ogni tre locali su cinque sarebbe stata riscontrata la presenza di Eterococchi mentre in uno su cinque sarebbero stati trovati consistenti livelli di Pseudomonas. Senza contare le muffe riscontrate nelle tubature da cui scorreva la stessa acqua che veniva poi impiegata per fare il ghiaccio utilizzato per cocktail e drink. Si tratterebbe di batteri dalla scarsa pericolosità ma che comunque non dovrebbero far calare il grado di attenzione sul problema, anche perché la scarsa pericolosità può diventare più elevata qualora entrino in contatto con questi batteri soggetti più a rischio come portatori di malattie, anziani o bambini.