Dover mettere il gesso a causa di una frattura è necessario ma è anche una scocciatura. Lo è per gli adulti, figuriamoci per i bambini. Per venire incontro alle esigenze dei più piccoli e alleviare loro la noia di dover indossare il gesso e bloccare la parte del corpo interessata, i medici hanno in passato fatto ricorso al gesso colorato ma adesso è stata presentata una novità ancor più interessante.

Si tratta di quello che in gergo tecnico viene definito come esoscheletro in plastica ABS stampato in 3D. In termini un po’ più semplici, si tratta di una protesi che ricorda molto gli oggetti che utilizzano i supereroi. Anche quest’ultima è molto colorata. Grazie alla stampa in 3D, la protesi (o tutore) viene creata in modo altamente personalizzata e possiede altri vantaggi. Quali? È assai più rigida del comune gesso, si può immergere completamente in acqua senza alcun problema, è leggera e poco ingombrante, è aperta e risulta essere anche più idonea dal punto di vista dell’igiene e delle esigenze dei più piccoli.

Il progetto è frutto del lavoro coordinato di Fondazione Santobono Pausilipon, Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon e del  Consiglio Nazionale delle Ricerche ed è partito grazie al contributo liberale di cinquanta mila euro messi a disposizione dalla Banca d’Italia.

Al momento l’esoscheletro è stato applicato a tre piccoli pazienti che sono stati arruolati per la sperimentazione. Il progetto è però destinato a crescere, anche perché altre strutture ospedaliere pediatriche hanno mostrato interesse in tal senso.