Una ricerca condotta dall’Università giapponese di Tokyo ha permesso di creare in provetta cellule umane capaci di resistere persino ai raggi X e di poter sopravvivere alle condizioni ambientali più estreme. La ricerca è partita dall’analisi del Dna di alcune piccole creature invertebrate, i tardigradi, che possedevano appunto, all’interno delle proprie cellule, tale gene in grado di trasformare le cellule e dar loro “super poteri”. Una volto introdotto nelle cellule umane tale gene, i ricercatori le hanno rese resistenti anche ai raggi X.

La ricerca è molto interessante perché i campi di applicazione di questi risultati potrebbero essere utilizzati su più fronti. Basta pensare a quanto potrebbe essere utile per i malati di cancro che devono sottoporsi a numerose sedute di radioterapia ma anche ai lavoratori che sono a stretto contatto con materiali potenzialmente pericolosi (come gli operai delle centrali nucleari, per fare un esempio). E oltre che nel mondo umano, tale gene che fa diventare le cellule resistenti anche ai raggi X potrebbe essere impiegato per coltivare piante in ambienti in cui ciò non potrebbe essere possibile.

Analizzando una particolare specie di tardigradi, i ricercatori giapponesi hanno dunque identificato il gene che è in grado di codificare la Dsup, una proteina capace di difendere il Dna da eventuali danni subìti a causa di fenomeni quali radiazioni oppure disidratazione. Attraverso i successivi esperimenti è poi stato possibile accertare che cellule umane coltivate in laboratorio a cui era stato aggiunto tale gene, sarebbero riuscite a riportare minor danni (fino al 40 per cento) dall’influsso dei raggi X.