Il fuoco di Sant’Antonio è l’espressione comune per indicare le eruzioni cutanee causate dall’infezione da herpes zoster; questo microrganismo è responsabile anche della varicella e, una volta guariti da quest’ultima, si rifugia nelle terminazioni nervose locali in attesa di poter attaccare nuovamente il sistema immunitario, magari quando siamo più deboli. Ciò può avvenire durante periodi di stress, febbre, mutamenti ormonali, traumi ed infine esposizioni al sole.

E’ importante sottolineare che, chi non ha mai avuto la varicella, non potrà mai avere il fuoco di Sant’Antonio; al contrario, chi l’ha avuta, corre il rischio di contrarre episodi di herpes zoster.

SINTOMI

  • Comparsa di vescicole di forma tonda, particolarmente doloranti e sgradevoli da vedere, soprattutto nella cute del tronco e in n solo lato del tronco;
  • febbre;
  • mal di testa;
  • brividi;
  • dolore al petto;
  • astenia.

Nell’elenco precedente, l’unico sintomo esclusivo del fuoco di Sant’Antonio è il primo, gli altri possono riferirsi anche altre patologie.

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

I sintomi del fuoco di Sant’Antonio sono simili a quelli della varicella, tuttavia, nel caso di fuoco di San’Antonio, le vescicole sembrano risparmiare il viso, concentrandosi maggiormente sul dorso, sull’addome e sulle braccia. La loro localizzazione può comunque variare da persona a persona, ma  in quasi tutti i casi interessa soltanto un lato del corpo e tende ad unirsi in grappoli.

La spiacevole eruzione cutanea, molto più dolorosa che pruriginosa è spesso accompagnata da febbre, malessere generale e violenti dolori addominali, simulando appendicite o coliche addominali.

Il rischio di complicanze è purtroppo concreto, ad esempio arrivando a nevralgie post-erpetiche, le quali determinano la persistenza di dolori e ipersensibilità  cutanea anche per molti mesi dopo la regressione del rush cutaneo.

A cura di Jessica Di Giacomo

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