Sebbene il tasso degli adolescenti che fumano sta diminuendo, un nuovo studio effettuato negli Stati Uniti dice che siamo ancora lontani dall’eradicare questa mala abitudine nelle generazioni più giovani.

Lo studio, il primo condotto a livello governativo nell’arco di due decadi, mostra che un adolescente su cinque fuma o sta usando tabacco non da fumare (ad esempio quello da masticare o da sniffare). C’è sicuramente stato un miglioramento dal 1997, quando il 36% degli adolescenti fumava, ma la preoccupazione è che il margine di miglioramento si sia di nuovo assottigliando, come conferma anche un altro rapporto del CDC lo scorso dicembre.

LA DIPENDENZA DAL TABACCO

Troppi bambini sono dipendenti dal tabacco, troppi non riescono a smettere di usarslo, e troppi continuano a morire troppo giovani. Secondo Howard Koh, Assistente Segretario al dipartimento della Salute americano, la colpa è di una cultura che propone ancora troppe immagini di gente che fuma e messaggi che ogni giorno normalizzano e rendono socialmente accettabile la condizione del fumatore e della dipendenza da fumo. I ragazzi vedono fumare nei film che guardano, nei video giochi a cui giocano, nei siti web che visitano e nelle comunità in cui vivono.

LE STRATEGIE DI MARKETING

E se le pubblicità del tabacco e delle sigarette a cartoni animati (attirando l’attenzione dei bambini) furono vietate negli anni Novanta, l’industria del tabacco investe ancora più di 10 miliardi di dollari l’anno per pubblicizzare i propri prodotti al pubblico. Molti produttori del tabacco si stanno ora focalizzando su metodi creativi di proporre i propri prodotti, usando promozioni speciali per ridurre i prezzi per i consumatori finali o per fidelizzarli, specialmente i più giovani.

Molte aziende sono anche riuscite ad aggirare le disposizioni della FDA sull’obbligatorietà delle scritte di avvertimento sui pericoli per la salute che comporta l’uso del tabacco.

IL DECLINO DELLA SIGARETTA

Se le sigarette non sono ormai più sulla cresta dell’onda, resta sempre il fatto che i produttori di tabacco hanno bisogno di una base di clientela “affezionata” (leggi anche “dipendente”) ed oggi più che mai chi vende tabacco ha bisogno di spingere sui giovani per far loro credere che fumare non è la cosa peggiore che si possa fare al proprio corpo.

Per questo, negli Stati Uniti gli uffici governativi hanno in testa un obiettivo ben chiaro: fare della prossima generazione, una generazione che non conosca il tabacco e sia libero da dipendenze.