Fumo, sedentarietà e un regime alimentare poco bilanciato: questo sarebbe lo stile di vita degli universitari italiani secondo quanto emerso da una ricerca promossa dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica di Roma e dall’ISS (Istituto superiore di sanità), i cui dati sono stati pubblicati sugli annali dell’Iss.

Giovani studiosi bocciati in stile di vita e a quanto pare i maschi sarebbero peggio del gentil sesso: la ricerca ha considerato lo stile di vita e i comportamenti di più di 8mila studenti (il 67% donne e 33% uomini) iscritti a dieci atenei italiani distribuiti tra il Nord, Centro e Sud Italia e di età compresa tra i 18 e 30 anni.

Universitari tra fumo e sedentarietà: i dati della ricerca

Secondo emerso dalla ricerca circa quattro universitari su dieci seguirebbero le raccomandazioni che prevedono il consumo quotidiano di frutta e verdura, mentre solo due su dieci quelle che riguardano la corretta assunzione solo di verdura: tra di loro solo l’8.5% consumerebbe cinque pasti al giorno mentre più di uno su tre non farebbe colazione tutti i giorni e l’11.3% esagera con la caffeina.

Uno stile di vita scorretto minacciato anche da una mancanza di attività fisica, poiché circa il 30% sarebbe sedentario (mentre il 25.8% non svolgerebbe alcuna attività fisica, il 30.5% delle donne e 16.2% degli uomini), dal vizio del fumo – tre studenti su dieci, infatti, fumerebbero – e dal consumo di alcolici – quattro su dieci consumerebbero vino e birra ogni settimana -.

Nonostante queste abitudini non proprio salutari, la maggior parte degli studenti possiede un IMC (Indice di massa corporea) nella norma, mentre il 137% sarebbe sottopeso e oltre l’11% sovrappeso o addirittura obesi: ad essere affetti da questa condizione sono soprattutto i maschi (con il 18.5% sovrappeso e il 7.5% obeso) mentre le donne sono più propense al sottopeso e casi di anoressia (rispettivamente il 19.4 e 2.3%).

Tre studentesse su dieci invece dichiarano di non essersi mai sottoposte a controlli dal ginecologo e sarebbe da non sottovalutare il comportamento nei confronti delle nuove tecnologie, dove è presente un rischio di “abuso e dipendenza”: tutti gli studenti ad oggi possiedono un cellulare e 7 su 10 lo utilizzano per rimanere sempre connessi.

Fumo e sedentarietà: Come fare per migliorare le proprie abitudini

Secondo i ricercatori dello studio basterebbe poco per fare la differenza, a partire da offrire porzioni di frutta e verdura a prezzi più accessibili nei distributori, bar e caffetterie della città, al posto del cibo spazzatura. Inoltre potrebbero essere fatte delle convenzioni con strutture esterne per svolgere dell’attività fisica se non sono presenti spazi appositi, insieme all’educazione riguardo l’uso (e abuso) dei dispositivi tecnologici.

Indagini come questa dell’università Cattolica, che esplora le abitudini e i comportamenti dei nostri giovani, rappresenta un prezioso strumento per poter programmare la prevenzione primaria soprattutto in vista dell’aumento dell’aspettativa di vita - afferma il presidente dell’Walter Ricciardi, – Questi dati ci impongono di prestare una maggiore attenzione in tutte le politiche, e non solo in quelle sanitarie, all’educazione agli stili di vita salutari. Il vantaggio è doppio, individuale e collettivo: essere anziani con un buon tempo da spendere e poter affrontare una spesa sanitaria maggiormente sostenibile“.