Generalmente si tende a credere che il rapporto tra fumo e ictus riguardi esclusivamente i fumatori accaniti, ma una recente ricerca finlandese ha dimostrato che anche i fumatori cosiddetti sociali, soprattutto se di sesso femminile, sono esposti a un rischio rilevante di un’emorragia cerebrale.

Lo studio è stato effettuato su un campione di oltre 65mila persone dall’età media di 45 anni, e ha rivelato che i fumatori hanno una probabilità quasi tre volte maggiore di subire un ictus rispetto ai non fumatori. Naturalmente, chi fuma di più rischia di più, ma la novità è che anche i fumatori sociali, quelli che non superano le 10 sigarette al giorno, possono finire vittima di emorragia. Ancora più interessante è la differenza percentuale tra uomini e donne: se un fumatore si espone a un rischio 2,2 volte superiore di venir colpito da ictus, per una fumatrice il rischio è di 3,5 volte maggiore. Stessa differenza di genere quando si parla di fumatori sociali: per gli uomini il rischio cresce di quasi 2 volte rispetto ai non fumatori, per le donne di quasi 3 volte.

Ma cosa rende il cervello femminile più vulnerabile agli effetti perniciosi del fumo? Secondo i ricercatori, la risposta potrebbe trovarsi nell’abbassamento dei livelli di estrogeni causati dal fumo, che a loro volta possono portare a infiammazioni o altri processi di indebolimento dei vasi sanguigni, col risultato di un accresciuto rischio di emorragie. Inoltre il fumo anticipa la menopausa, la quale a sua volta abbassa i livelli di estrogeni, con gli effetti appena descritti.

C’è anche il lato positivo della questione: gli effetti del fumo sono reversibili, almeno per ciò che riguarda i danni al cervello. Chi smette di fumare gradualmente fa calare in proporzione anche il rischio di emorragie cerebrali, e gli ex fumatori (ossia quelli che non toccano una bionda da almeno sei mesi) hanno percentuali di rischio del tutto analoghe a chi non ha mai fumato in vita sua.