In Italia negli ultimi anni c’è stato un vertiginoso aumento della vendita di sigarette e tabacco dovuto principalmente ad un aumento del numero di giovani e giovanissimi che hanno iniziato a fumare.

Un quadro drammatico dell’Italia dei nostri tempi, che mette in evidenza come l’informazione sui rischi del fumo e le azioni di prevenzione non siano state, fin qui, efficaci.

A fare maggiore luce su questa situazione è una ricerca condotta dall’associazione I-think, che ha dato il via alla presentazione di un disegno di legge da parte di Ignazio Marino, Presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, mirato a prendere provvedimenti maggiormente restrittivi per la regolamentazione della vendita e dell’uso del tabacco, che sarà vagliato in questi giorni dal Senato.

La ricerca, oltre a mettere in evidenza come il rischio di morire di cancro ai polmoni, o di altre patologie legate al vizio del fumo, aumenti vertiginosamente quanto più presto si inizia a fumare: un quindicenne ha una probabilità di morire di cancro tre volte maggiore rispetto a chi inizia dopo i 25 anni.

Ma a mettere in allarme non è solo l’aumento dei giovani fumatori, ma soprattutto la mancanza di una educazione su questo argomento nelle scuole dove, sempre secondo i dati della ricerca, il 3% degli insegnanti delle scuole superiori e l’1% di quelli delle scuole medie fumano in classe e il 77% dei professori delle scuole superiori e il 49% delle scuole medie sono stati visti fumare all’interno dell’edificio scolastico.