‘Il robot e la carezza’ è uno dei tanti progetti attivi della Fondazione Vodafone Italia. Grazie a questa iniziativa, il Reparto di Neonatologia della Clinica Mangiagalli, in collaborazione con Aistmar Onlus (Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad Alto Rischio), si è dotato un sofisticato robot che assicura preparazioni farmacologiche più sicure e libera tempo e risorse per la cura dei neonati. Giovedì 6 novembre si è tenuta la presentazione ufficiale del progetto presso l’Aula Magna della Fondazione Ca’ Granda Policlinico. Un evento celebrato da medici, personale ospedaliero e addetti ai lavori ma anche da semplici clienti Vodafone invitati dalla Fondazione dato che il progetto è stato parzialmente finanziato grazie all’iniziativa ‘Ricarica Insieme’. Per ogni euro donato dai clienti, attraverso le apposite ricariche da 20 euro, la Fondazione ha contribuito con un ulteriore euro, per un totale di 600.000 euro interamente devoluti ad Aistmar Onlus.

Da ormai un anno, nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale della nota struttura milanese, un robot-infermiere (prodotto dall’azienda italiana Health Robotics, 350 mila euro il costo) riceve la prescrizione medica, sceglie la siringa e la riempie della medicina adeguata da somministrare in via endovenosa a tutti i neonati prematuri (alcuni pesano solo 600 g). Un sistema completamente robotizzato già diffuso nel mondo (una decina gli esemplari) che rappresenta una nuova frontiera nella medicina ospedaliera e consente di preparare terapie in condizioni di assoluta sterilità e con un margine di errore di gran lunga inferiore a quello umano. Per non parlare del fattore tempo, stimato in 15 minuti a iniezioni, che consente di dedicare più tempo all’assistenza e alla cura del neonato e della sua famiglia coinvolgendo maggiormente i genitori nella cura del proprio bambino.

Tra gli obiettivi, infatti, c’è proprio l’umanizzazione delle cure, l’educazione in particolare rispetto all’igiene, all’alimentazione e alla promozione dei ritmi sonno-veglia, facilitando un ritorno a casa più sereno e rinforzando il legame genitore-neonato: “Ogni anno vengono effettuate nella Neonatologia della Clinica Mangiagalli circa 125.000 terapie farmacologiche - spiega Fabio Mosca, direttore della Neonatologia e della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale -. Disporre di un sistema robotizzato per la preparazione di queste terapie permette di azzerare il possibile errore umano e consente inoltre agli infermieri di utilizzare il tempo così risparmiato in pratiche assistenziali più utili”.

Alla presentazione è intervenuto, acclamatissimo, anche Alex Zanardi, Presidente della Fondazione Vodafone Italia: “Questo progetto conferma il nostro impegno a promuovere una società civile più inclusiva e accessibile, che grazie alla tecnologia è in grado di dare una possibilità in più a chi ne ha bisogno. Un contributo che portiamo avanti giorno dopo giorno anche grazie ai Clienti Vodafone che decidono di sostenere questo tipo di iniziative”. Tra le altre iniziative in corso della Fondazione, che ha finanziato 400 progetti sociali con 75 milioni di euro nei suoi 12 anni di vita, anche quello di avvicinare i giovani diabetici di tipo 1 all’attività sportiva tramite il progetto Diabete Sport Training, promosso dal Coordinamento delle associazioni Giovani Diabetici, con Marathon Sport Center e Rosa associati.

LEGGI ANCHE

Alex Zanardi presiede la Fondazione Vodafone Italia

Alex Zanardi incidente: cadere, rialzarsi e sbancare gli States

Alex Zanardi ringrazia Fabrizio Macchi

Probiotici ai neonati, utili o no per le coliche?

La sindrome da distress respiratorio dei neonati prematuri

Nuovo farmaco per curare anemia dei neonati prematuri